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25/05/2021

Le imprese contro l’alt ai licenziamenti

Gazzetta di Mantova - L.Mon.

Da Nord a Sud la protesta di Confindustria nei confronti del ministro Orlando: «Un colpo basso che prolunga l'incertezza»
romaUno scontro così tra imprese e governo non si vedeva da un anno, quando Carlo Bonomi e l'allora premier Giuseppe Conte andarono alla resa dei conti agli stati generali del Recovery plan a Villa Pamphilj. Stavolta il leader di Confindustria schiera in prima linea tutte le «territoriali» dell'associazione che in un profluvio di dichiarazioni si scagliano contro l'esecutivo Draghi, mettendo nel mirino il ministro del Pd Andrea Orlando. Le aziende si ribellano alla proroga del blocco dei licenziamenti e imputano alla politica di non essere più credibile.Ad aprire la polemica è Il Sole 24 ore che ieri in prima pagina titolava: "L'inganno di Orlando". Il titolare del Lavoro è criticato dal quotidiano di Confindustria per aver allungato il blocco dei licenziamenti al 28 agosto con un blitz in Consiglio dei ministri e all'insaputa di Palazzo Chigi. Una ricostruzione respinta dal ministero di via Veneto che ricorda come quella misura sia stata discussa con il Mef e approvata all'unanimità.La norma inserita nel Decreto Sostegni bis stabilisce che chi decide di usufruire della cassa integrazione Covid tra maggio e giugno si impegna a non licenziare fino al 28 agosto. Inoltre, le aziende che attivano la cig ordinaria da luglio non pagano le addizionali, ma al tempo stesso è loro precluso prevedere esuberi mentre la utilizzano.Orlando annuncia che oggi risponderà alle «sviste» degli industriali e su di lui si abbatte la furia delle associazioni territoriali.I presidenti del Nord - Marco Bonometti (Confindustria Lombardia), Enrico Carraro (Veneto), Pietro Ferrari (Emilia Romagna) e Marco Gay (Piemonte) - dicono che l'allungamento del divieto di licenziare «oltre a non essere in alcun modo condiviso con le parti sociali, non fa che aumentare ulteriormente l'incertezza delle imprese in un momento in cui invece servirebbe grande chiarezza. La norma - spiegano - pone anche alcune criticità tecniche perché va a toccare quei datori di lavoro che finora non hanno fruito della cassa integrazione, ma che avrebbero necessità di farlo oggi per potersi riorganizzare». L'attacco più duro è sulla «scarsa affidabilità nelle regole che erano state condivise». Un situazione che crea «disorientamento», perciò l'appello è al premier perché trovi «una soluzione nell'interesse di tutti per una vera ripresa». Unindustria Lazio definisce la proroga dei licenziamenti «un gravissimo danno economico». Nel Mezzogiorno, le confederazioni della Puglia e della Calabria giudicano «sbagliato il merito e il metodo» e tornano a chiedere la riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive del lavoro.Anche Alberto Dal Poz, presidente di Federmeccanica, auspica «un confronto serio e approfondito con le parti sociali prima di giungere a una decisione». Questo quadro, evidenzia, «può mettere in difficoltà le imprese che devono pianificare il futuro in un contesto già fortemente instabile a causa della pandemia». Insomma, per Confindustria si tratta di un «colpo basso» e invita il governo a rimediare. Un altro fronte per Draghi, che già si trova a placare i malumori della maggioranza sulle deroghe al Codice degli appalti e a confrontarsi con lo sciopero generale minacciato dai sindacati. -- L.Mon.© RIPRODUZIONE RISERVATA