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08/07/2021

Le grandi opere si fanno soltanto a colpi di commissari

Libero

Giovannini: «Deroghe per 101 cantieri»
■ Le grandi opere in Italia si fanno soltanto a colpi di commisari. A confermarlo è stato ieri direttamente il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile, Enrico Giovannini in un'audizione presso le commissionsioni Ambiente e Trasporti della Camera. «Sono 101 le opere per le quali sono stati attivati, o proposti, i poteri derogatori previsti dall'art 4 del decreto-legge 32/2019. L'incidenza territoriale complessiva dei 101 interventi è così articolata» ha spiegato, «al Nord 28 opere per 28,7 miliardi di euro, al Centro 29 opere per 27,1 miliardi e al Sud 44 opere per 40 miliardi. Il totale ammonta a circa 96 miliardi di euro». Insomma, centouno opere infrastrutturali e ben 42 commissari straordinari nominati per realizzarle. «I commissari» ha tenuto a precisare Giovannini, «hanno tutti requisiti di alta professionalità tecnico e amministrativa». Per lo più si tratta di interventi di rilevanza esclusivamente locale o regionale: per questo motivo il ministero ha già proceduto ad avviare l'interlocuzione con i presidenti delle Regioni interessate per l'acquisizione delle relative intese. Ma qualcuno ha già storto il naso di fronte a così tanti commissari: «Ho sentito il ministro parlare di tanti commissari. Il problema, forse, non sono i commissari o solo derogare alla legge sugli appalti» ha detto l'amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono nel suo intervento al forum "Think Tank Liguria 2030" organizzato da The European House-Ambrosetti, «non ho capito perchè non si cambia la legge» al posto di commissariare le opere.