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28/07/2020

Le giunte del Tirreno cosentino travolte dalle inchieste dei Pm

Gazzetta del Sud

Aieta Gennaro Marsiglia Guarda P. Vincenzo Rocchetti Il magistrato inquirentee gli investigatori Il procuratore Pierpaolo Bruni ha coordinato tutte le indagini della GdF In due anni sono finiti sotto processo per ragioni diverse cinque sindaci
Il caso del primo cittadino di Aieta tornato in carica al Comune dopo una condannaa4 anni. Le vicende di Guardiae Maierà L' unico dimissionario è statol' ex capo dell'ammini st razione comunale di Scalea Gennaro Licursi
Mirella Molinaro AIE TA Estate 2018-estate 2020. Sulla costa tirrenica cosentina sono accadute tante cose eppure sembra non essere cambiato nulla. Sindaci arrestati, condannatie ancora al loro posto. Da due anni leindaginidella ProcuradiPaola(guidata dal procuratore capo Pierpaolo Bruni) hanno letteralmente travolto amministrazioni comunali non solo con blitze arresti, ma anche con patteggiamentie processi conclusi in tempi rapidissimi. Così nei giorni scorsi, ad esempio, il sindaco di Aieta Gennaro Marsiglia dopo una condannaa4 anni inabbreviatoè tornato alsuo postoe da oltre una settimana ha nuovamente indossato la fascia tricolore. Un ritorno previstoe ammesso dalla Legge, ci mancherebbe. Infatti, dopol' arresto la Prefettura lo aveva sospeso per effetto della Legge Severino per 18 mesi. Intanto, però Marsigliaè stato condannato in primo gradoa4 anni di carcere ma nonostante la pena inflittagli non ha mai deciso di dimettersi né al momento dell' arresto, né subito dopo la condanna. Gliè consentito tornarea ricoprire il suo ruolo dal momento che si tratta ancora solo del primo grado di giudizio. Il suo rientro non ha provocato alcun clamore, mentre due anni fa fece molto rumore anchea livello nazionalel' inchiesta" Appalto amico" che travolse non solo lui ma pure sua moglie. Marsigliain qualitàdi responsabile amministrativo nei Comuni di Maieràe Buonvicino, ricoperti prima del blitz,e di responsabile dell' area finanziaria del Comune di Fagnano Castello avrebbe" cucito"a tavolino bandi su misura poi vinti da cooperative gestite dalla moglieo da amici. Ma Marsiglia nonèl' unico sindaco del Tirreno cosentino che nonostantei guai giudiziari continuaa rimanere seduto sulla poltrona di primo cittadino. Stessa decisioneè stata assunta anche dal sindaco di Maierà, Giacomo De Marco. Lo scorso dicembreè stato condannato (in primo gradoe in abbreviato)a2 annie8 mesi per bancarotta fraudolenta. In qualità di amministratoree imprenditore di società riconducibili a luie al figlio- secondo il sostituto procuratore Maria Francesca Cerchiara- avrebbe messo su un meccanismo fraudolento per svuotare le società. Anche De Marco non ha mai pensato di dimettersi né quandoè stato arrestato, né dopo la condanna. Ma peri sindaci del Tirreno cosentino nonc'è pace. Se sono già due quelli arrestatie condannatie ancora in servizio, altri due sindaci sono invece sotto processo. Poco dopol' arresto di Marsiglia, quell' estate finì in manette anchel' attuale sindaco di Guardia Piemontese Vincenzo Rocchetti. Qui sotto la lente degli inquirenti ci ful' affidamento delle case popolari che sarebbe avvenuto in modo contrario alla leggee soprattutto emerse un particolare inquietante: il sindaco avrebbe utilizzato soldi pubblici per bonificare il suo ufficioe sfuggire ai controlli degli investigatori. Altra tegola giudiziaria in corsoè per il sindaco di Fuscaldo, Gianfranco Ramundo incriminato nel novembre del 2018 assiemea molti componenti della sua Giunta per una presunta gestione illecita degli appalti. Infine,l' ex sindaco di Scalea Gennaro Licursi. Fu arrestato lo scorso dicembre per assenteismo in qualità di medico dell' Asp. Patteggiòe si dimise.

Le prime indagini svolte ad Amantea

l «Ad Amanteai topi ballano». Fece un pò scalpore questa frase intercettata dagli inquirentie pronunciata da un assessore comunale della cittadina tirrenica arrestato nel blitz" Multiser vi zi" della Procura di Paola. Il 29 giugno del 2018, all' alba di una soleggiata mattinad' estate,i finanzieri arrestarono assessori comunali, dipendenti, il comandante dei vigili urbani, imprenditorie dirigenti di Uffici nevralgici del Comune. Quella fu la prima di diverse inchieste che da quel momento in poi riguardaronoi Comuni del Tirreno cosentino. Ad oggi alcuni degli indagati sono stati già condannati in primo grado, mentre altri sono sotto processo. Ma per la cittadina di Amantea nonc'è pace. Lo scorso febbraio il Consiglio dei Ministri ha sciolto l' amministrazione comunale per infiltrazione mafiosa.