scarica l'app
MENU
Chiudi
15/04/2020

Le forniture di tute e mascherine disintermediazione negli acquisti

La Gazzetta Del Mezzogiorno

LETTERE ALLA GAZZETTA
La situazione di mercato dei dispositivi di protezione è totalmente cambiata rispetto a prima dell'emergenza, e probabilmente non sarà mai più come prima della pandemia. La vita di questi giorni non sarebbe mai stata accettata in un contesto diverso da quello emergenziale. In questi giorni mi sono arrivate tante richieste di dispositivi di protezione, ed il nostro compito è quello di approvvigionare, selezionando con la massima accuratezza, fra quello che è effettivamente disponibile. Le offerte di fornitura e di aiuto che sono arrivate alla Regione Puglia, grazie agli appelli del Presidente Emiliano, sono state migliaia da tutta Italia, ma anche dalla Russia, dal nord America, dall'Europa, e direttamente dalla Cina. Molte offerte sono risultate però relative ad "ipo tesi" di fornitura: la merce non era a disposizione. Nei magazzini di tutta la Puglia, ma anche in giro per le altre regioni, non c'era e non c'è materiale alcuno, soprattutto per le tute. Evitare il contagio significa frapporre barriere meccaniche al virus che si trasmette con contagio aereo. Come avvenivano le forniture fino a qualche tempo fa? C'era un fornitore sul territorio - che curava la selezione delle proposte di vendita - proponendo i prodotti alle Aziende Sanitarie e quindi veniva fatta una gara secondo il codice degli appalti. Questo fornitore, quando si aggiudicava una gara, si riforniva da un grossista, il quale a sua volta si relazionava con un importatore, che si raccordava con un dealer (un intermediario), che a sua volta aveva a che fare con delle aziende produttrici. In tutta questa catena si aveva il tempo per attivare le corrispondenti certificazioni UNI-EN, per apporre marchi e loghi in lingua italiana, magari anche per far stampare packaging personalizzato. Oggi tutto questo non c'è più, perché i volumi di fornitura hanno imposto una disintermediazione non voluta da chi è preposto agli acquisti, ma necessitata dalle condizioni di mercato: i fornitori locali non hanno merce, la stessa non è reperibile in Italia ed in Europa, occorre importarla direttamente dalla Cina. Le aziende cinesi, che sono più di una volta anche partecipate dallo Stato, sono assaltate dai fornitori di tutto il mondo, per cui oltre a pagare in anticipo, si è determinato un innalzamento del prezzo dei prodotti. Nei fatti, la quantità prodotta non è sufficiente a fronteggiare la domanda proveniente da tutto il mondo. Molto spesso per attivare le forniture è stato necessario l'intervento di canali diplomatici, si sono consolidate le relazioni con i Governi regionali locali (Futian, Guangdong). Sono state attivate verifiche reputazionali sui fornitori, ma anche la Regione ha dovuto chiedere di essere accreditata. Forse questa è l'opportunità per lanciare un appello, aiutiamo chi aiuta, e chi non può essere a servizio, sia almeno vicino col lo spirito. Il motto che ci deve illuminare è ut unum sint! Colgo l'occasione per esprimere la mia vicinanza ed il mio incoraggiamento a tutti coloro che, nonostante la stanchezza, i dubbi, il fatto di non conoscere sempre le risposte, si stanno mettendo a disposizione e vanno avanti per fronteggiare l'emergenza: il mio pensiero è ai volontari, alle associazioni di volontariato, ai coordinamenti provinciali, alle strutture operative di protezione civile, ma anche a tutti gli operatori sanitari, alle forze dell'ordine, all'Esercito, ai farmacisti. Alla fine andrà tutto bene, ne sono convinto: sono una persona di fede. Ma per uscire da questa emergenza occorre mantenere la lucidità, serve determinazione, fermezza: solo il portato di uno sforzo collaborativo ci mette in grado di fronteggiare l'emergenza! E anche decidere di non decidere è una scelta. Antonio Mario Lerario Dirigente della sezione Protezione Civile della Regione Puglia