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16/04/2021

«Le difficoltà dei lavoratori stagionali Con il Covid assunzioni dimezzate»

La Provincia di Sondrio

È una profonda sofferenza, manifestata a più riprese in questi giorni anche a Lecco con la partecipazione ad esempio degli esercenti Fipe alla civile protesta inscenata l'altro giorno, quella che il comparto turistico vive ormai da oltre un anno.

A pagare di più, in questa situazione di incertezza tuttora ancorata al blocco dei licenziamenti, sono stati gli stagionali: a fronte dei quasi 10mila avviamenti del 2019, lo scorso anno se ne sono registrati circa la metà.

«Il settore del turismo è sicuramente fra quelli più colpiti in questa fase - commenta Barbara Cortinovis, segretario generale della Filcams Cgil di Lecco -; sono stati i primi ad esser chiusi e saranno gli ultimi a riaprire. Gli effetti devastanti dell'emergenza pandemica hanno colpito gravemente e senza eccezioni ristorazione, alberghi, agenzie di viaggi, luoghi della cultura e musei. A fare le spese di questa situazione sono stati i lavoratori, donne e giovani, che già partivano da una condizione difficile anche sul nostro territorio: precarietà, lavoro nero e grigio, contratti intermittenti, che non sono certo figli di questo ultimo anno ma rappresentano un aspetto caratterizzante di questi segmenti produttivi ed economici». Nel 2020 nonostante gli ammortizzatori sociali e la timida ripresa estiva si sono persi molti posto di lavoro anche nella provincia lecchese. In base all'analisi effettuata dal sindacato, infatti, nel 2020 ci sono stati 4.196 avviamenti (di cui 4.888 cessati a dicembre) contro i 9.950 del 2019.

«Un dato preoccupante, che ha fatto emergere molti lavoratori stagionali - ha aggiunto Marco Paleari, segretario organizzativo della Filcams -: basti pensare che nei nostri uffici circa 300 persone hanno attivato i bonus previsti per il settore, senza contare chi la richiesta l'ha fatta in modo autonomo».

Nell'immediatezza, dunque, «ben vengano la moratoria sui licenziamenti e la proroga degli ammortizzatori sociali - ha ripreso Cortinovis -, ma è urgente definire tutele e indennità adeguate anche per i tanti lavoratori stagionali, a chiamata, intermittenti, a termine, in appalto, terziarizzati, esternalizzati, stagisti dell'intera filiera».

Secondo la segretaria della Filcams, «questa è l'occasione buona per provare a cambiare passo, legando investimenti e strategie alla creazione di occupazione stabile e qualificata. Non può esistere, secondo noi. un piano strategico che prescinda dalla "bonifica" e dalla qualificazione del lavoro, perché il turismo si fa con persone qualificate, formate e correttamente retribuite, capaci di accogliere e guidare chi arriva alla scoperta della nostra provincia. A tal proposito - ha concluso - chiediamo alle istituzioni anche a livello territoriale un tavolo di confronto con tutte le parti sociali». C. Doz.