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06/03/2020

Le coop dell’accoglienza migranti in piazza contro i decreti Salvini

La Repubblica - Camilla Cupelli

A rischio l'integrazione e molti posti di lavoro
È ancora in bilico il futuro dei lavoratori dell'accoglienza piemontesi: domani, 6 marzo, scade il bando per la partecipazione delle cooperative per l'accoglienza di migranti nel sistema dei Cas. Molte hanno denunciato che l'attuale versione della gara figlia dei due decreti sicurezza voluti da Salvini, porterà alla perdita di circa 250 posti di lavoro in Piemonte oltre che all'impoverimento del sistema di accoglienza. Le mobilitazioni sono già state diverse e l'appuntamento principale è questa sera alle 18 per un corteo.È però già sfumata una speranza che si era aperta negli ultimi giorni: era infatti stato presentato un ricorso al Tar con una richiesta di sospensiva urgente del bando e l'annullamento dello stesso. La risposta è arrivata nel pomeriggio di ieri: la richiesta è stata rigettata, chiudendo lo spiraglio di speranze. Il bando non sarà quindi sospeso. Il collegio si riunirà il prossimo 25 marzo.
La cooperativa Mery Poppins, che segue diverse esperienze di microaccoglienza nella zona di Ivrea, aveva depositato il ricorso basandosi su alcuni aspetti formali. Tra questi, un riferimento al contratto collettivo delle cooperative, che sarebbe errato (si parla del 2013 ma c'è stato un rinnovo): «Se presentassimo delle proposte avrebbero dei budget sbagliati» spiega Giulia Bonavolotà della Cooperativa Mery Poppins. Il ricorso è stato presentato anche con il supporto della Cooperativa Nanà, che in Piemonte gestisce l'accoglienza di Casa Asilo: «Abbiamo deciso come cooperativa di non partecipare al bando, prima di tutto per un motivo politico.
Per come è strutturato, per le richieste fatte sull'organizzazione, oltre al dato economico, guarda quasi solo alle realtà molto grandi. Per chi immagina un'accoglienza che sia integrazione, il bando non risponde a quel bisogno che per noi è invece fondamentale" spiega la presidente Maria Josè Fava.
In molti hanno scelto di non partecipare per protesta. Ma il bando difficilmente andrà deserto, perché ci sono grandi realtà, anche dall'estero, pronte a partecipare: «Ma se su 3 mila posti se ne riescono a riempire solo mille già è un segnale" spiega Alex Ammendolia della Cub, che ha organizzato la mobilitazione di oggi. «Chiediamo si proroghi o si rifaccia il bando regionale e a Roma di abrogare i decreti sicurezza - spiega Ammendolia - I licenziamenti sono realtà. La cooperativa Babel, dove sono delegato sindacale, ha già attivato procedure di licenziamento. Il 60-70% di noi resterà a casa.
Parliamo di 9 operatori a rischio su 15, di psicologi e insegnanti di italiano, di 3 coordinatori su 4».

Foto: kLa protesta Un corteo dei lavoratori dell'accoglienza in piazza Castello contro Salvini