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04/03/2021

Le associazioni «cenerentole» «I contributi solo per alcuni»

L'Arena di Verona

LA POLEMICA. Una ventina di sigle contesta l'erogazione dei «fondi Covid» ai soli enti registrati
«Bando in tempi stretti, molti non sapevano. Serve un confronto» Toffali: «Non vi era alternativa, speriamo in altri fondi per il 2021»
Esclusi e scarsamente considerati. È così che si sentono i volontari di una ventina di associazioni scaligere, che contestano la scelta di Palazzo Barbieri di destinare contributi straordinari, causa Covid, solo agli enti del terzo settore iscritti al registro nazionale o regionale.«La pandemia ha messo in ginocchio centinaia di realtà culturali e che operano nel sociale», evidenzia Lorenzo Rocca del Laboratorio Autogestito Paratod@s. «Le attività sono ferme, bloccate dalle misure restrittive, ma le spese per tasse e affitti non calano. A dicembre il Comune ha messo a disposizione 600mila euro per le realtà del terzo settore danneggiate dall'emergenza sanitaria. Il bando per chiedere i ristori è durato solo un paio di settimane e, dati i tempi rapidi, molte associazioni, al momento inattive e quindi magari con le sedi chiuse, non sono state raggiunte dalla notizia. Ma l'aspetto più criticabile del provvedimento è l'aver dato la possibilità di beneficiare dei fondi solo alle realtà iscritte in albi regionali o nazionali, quindi le più strutturate. L'iscrizione ai registri non è obbligatoria ed è molto dispendiosa. Per questo stiamo scrivendo al sindaco e agli assessori di competenza, chiedendo un confronto e un dialogo per evitare la morte di decine e decine di associazioni rimaste senza mezzi finanziari per sostenersi».Tra le proposte c'è quella di indire un nuovo bando con nuove risorse e criteri. O prevedere altre forme di contributi, dall'esenzione del pagamento di tasse come la Tari ad accordi con le municipalizzate per sconti in bollette.«Stiamo respirando un progressivo divieto di espressione in tutta Italia», dice Gigliola Corradi dei Giuristi Democratici. «A Verona, in particolare, dal 2019 vige un'ordinanza sindacale che vieta la raccolta fondi e firme in itinere. Si tratta di un arbitrio che viola il principio costituzionale secondo cui ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero».«L'esclusione di determinate associazioni dal bando risulta discriminatoria», insiste Gianfranco Di Caro del movimento per la Decrescita Felice. «Ci sono molti spazi comunali non utilizzati e lasciati al degrado che, se recuperati, potrebbero essere dati alle associazioni perché li utilizzino come sedi». «La nostra è una denuncia pubblica per chiedere interventi concreti verso il mondo dell'associazionismo minore in formale», conclude Giorgio Brasola di Equilibrio Precario. «Nessuno deve essere lasciato indietro».Delle 121 richieste di contributo protocollate, ne sono risultate ammesse 96, per un totale di circa 208 mila euro distribuiti in somme che non superano i 2.500 euro per ciascuna realtà.«I requisiti che abbiamo chiesto sono quelli previsti anche nella riforma del terzo settore che potrebbe essere approvata ad aprile», fa notare l'assessore al bilancio, Francesca Toffali, evidenziando che criteri e paletti sono indispensabili per garantire somme adeguate, in un mare di richieste. «Il disavanzo è stato in buona parte rigirato al settore sport, andando ad aggiungersi ai 170 mila euro già destinati».Circa i tempi Toffali spiega che non c'erano alternative. «Finito il termine per fare variazioni di bilancio si è raschiato il fondo racimolando quei 600 mila euro per il terzo settore. Siamo consapevoli che molte realtà non hanno avuto notizia del bando in tempo per parteciparvi. Per il 2021 non escludo che ci possano essere ulteriori fondi di contribuzione per il mondo dell'associazionismo ma non so ancora a chi ci rivolgeremo, dipenderà dalle entrate e dal budget a disposizione».