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09/07/2020

Le amicizie pericolose del re degli appalti

La Repubblica - Salvo Palazzolo

L'inchiesta
● a pagina 6 «Questo Palumeri s'ammucca tutte cose iddu », si lamentava il capo mandamento di Tommaso Natale, Francesco Paolo Liga, arrestato alcuni giorni fa dai carabinieri. Cosa nostra puntava a gestire tutti i lavori di scavo nella parte occidentale della città, ma a Partanna Mondello c'era lui, Francesco Palumeri, un grosso imprenditore edile che non lasciava spazi. Liga insisteva, voleva che tutti i cantieri più importanti fossero invece gestiti dal suo fidato Vincenzo Taormina, pure lui arrestato nei giorni scorsi. Ma, alla fine, i boss di Tommaso Natale non riuscirono a scalzare il ras dei lavori di Mondello. Taormina andò addirittura a chiedere consigli a Palumeri quando meditava di trasferire la sede della sua azienda a Partanna. Questo racconta l'ultima inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, una fotografia di quanto accadeva tre anni fa. Ma chi è davvero Francesco Palumeri? E dove nasce la sua forza imprenditoriale a Mondello? «Si è fatto da solo - dice qualcuno nel quartiere - viene dal basso». Ma negli anni scorsi ha avuto pure lui qualche guaio giudiziario di non poco conto, addirittura una condanna per mafia. Che però non ha fermato l'ascesa imprenditoriale dell'azienda di famiglia.
Ora, Palumeri è attentissimo alle frequentazioni. E Liga si arrabbiava ancora di più: «Io con Palumeri dovrei parlare pure, solo che questo ogni volta si appagna quando mi vede... minchia, gli sembra che l'arrestano, si spaventa». Palumeri cercava di evitare contatti equivoci, ma sembra che alla fine abbia ceduto, consentendo a un escavatore di Taormina di lavorare in un suo cantiere. Tre anni fa, quel mezzo fu sequestrato durante un controllo.
E Liga diceva a Taormina: «Ma è tutto scemo questo Palumeri? Ora chi te lo paga il danno?». Taormina rispondeva: «Loro ci devono pensare». Liga incalzava su Palumeri: « Minchia, appena vede a me vede gli spiriti, si sente tutto in galera, si sente». Però, poi, si accontentava dell'equilibrio raggiunto con l'imprenditore più importante di Mondello: «Con Palumeri prendiamo la metà». E torna la domanda. Chi è davvero Francesco Palumeri? Un imprenditore che paga un lauto pizzo per non avere problemi? O altro? Raccontano che nel settembre di tre anni fa, Palumeri ruppe la sua tradizionale prudenza per un incontro conviviale molto particolare, in via Panzini 1, casa di Giuseppe Lauricella, il nipote dell'omonimo boss ucciso dai Corleonesi nella guerra di mafia di inizio anni Ottanta.
Quel giorno, a casa Lauricella, arrivò per primo il figlio di Palumeri, Antonino. Era l'ora di pranzo. Poi, Giulio Caporrimo, autorevole padrino di Tommaso Natale, uno dei più influenti di Cosa nostra palermitana, era accompagnato dalla moglie. Quindi, Melchiorre Guerrera, uomo di fiducia di Caporrimo, anche lui con signora. Poi, Nunzio Serio, altro autorevole boss di Tommaso Natale. Nel pomeriggio, arrivò l'imprenditore Francesco Palumeri. È una strana storia, questa. Perché il nome di Lauricella richiama mafiosi che sembravano ormai appartenere al passato di Palermo.
Mafiosi usciti perdenti dalla guerra di mafia: Riccobono e Micalizzi.
Ma, ormai da qualche tempo, tanti cognomi della vecchia mafia palermitana stanno tornando d'attualità. E cercando fra le carte del maxiprocesso salta fuori anche una sorpresa: il 12 giugno 1981, a Zurigo, uno dei boss simbolo dello schieramento perdente, Giovannello Greco, fu fermato con un passaporto e una patente intestati a un insospettabile imprenditore palermitano all'epoca residente a Milano. Francesco Palumeri.
Ora, il ras dei lavori di Mondello è anche un uomo di tanti misteri, alimentati da una dichiarazione dell'ultimo pentito, Filippo Bisconti: «È un factotum di Calogero Lo Piccolo». Tasselli di una storia ancora da raccontare. Palumeri e il rampollo di casa Lo Piccolo, che rappresentò il mandamento nella nuova Cupola, si sarebbero incontrati in un'officina. Per dirsi cosa?

Foto: k28 novembre 2018 Calogero Lo Piccolo mentre si reca ad un appuntamento con Francesco Palumeri