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22/09/2018

L’azzeccagarbugli Toninelli

Brescia Oggi

GRANDI OPERE
Egregio direttore, era il 4 marzo 2018, un data che non si può dimenticare perché corrisponde al famigerato contratto fra Lega e M5S. Tante cose sono avvenute da quella data o, meglio, non sono avvenute. La Lega ci vuole quasi costringere a credere che il pericolo immigrati è costante e molto pericoloso. Promette che caccerà dall'Italia 600 mila clandestini. Salvini vive di battute elettorali che sa benissimo di non poter mantenere come lo sa anche Di Maio. Purtroppo non lo capiscono il 60% degli italiani che li hanno votati. Cambieranno entro un anno. Non voglio soffermarmi su vari casi come la «Diciotti» perché ormai tutto il popolo italiano ne è a conoscenza nel bene e nel male. Tra gli ultimi accadimenti avvenuti, fa una certa impressione il tragico collasso del ponte Morandi. Il fatto coinvolge drammaticamente mezza Italia e, soprattutto, quella settentrionale che soffre da ogni punto di vista il danno provocato dalla mancanza di comunicazioni est- ovest. Che cosa fa, allora, questo nuovo governo (si fa per dire)? L'azzeccagarbugli Toninelli si affretta a dire: «Il ponte sarà pronto nel 2019!», «La Società Autostrade non rifarà il ponte perché lo ha fatto crollare!», «Affideremo la ricostruzione a Fincantieri!», «Nazionalizzeremo la maggior parte di autostrade e daremo la gestione all'Anas»! «Basta Alta Velocità!», non vado avanti perché è troppo! Non avevo mai udito battute tutte di seguito tanto squinternate. Sono in pensione, ma vengo da quasi 40 anni di opere pubbliche, qualcosa so. Riprendo alcune battute del nostro ministro: il ponte sarà pronto nel 2019. Va bene anzi male. Vediamo i passaggi obbligati. Prima bisogna demolire tutto accatastando migliaia di metri cubi in discarica (però occorre aspettare il benestare della Magistratura). Dopo aver ripulito l'area dei lavori, bisognerà impiantare un grandissimo cantiere con baracche e servizi per la costruzione di un'opera difficile e molto costosa. La prima fase del progetto sarà rappresentata dall'esecuzione di centinaia di sondaggi e carotaggi per analizzare il terreno per procedere alla conseguente progettazione delle mastodontiche fondazioni (probabilmente con annessi pali di grande diametro), delle pile e delle spalle tenendo conto di tutti i sotto servizi transitanti nella zona (complicazioni che genereranno inevitabili ritardi). Pile e spalle dovranno sopportare una mastodontico peso dovuto ad un impalcato in acciaio che deve sostenere 4 corsie più due di sosta. Aggiungo per ultimo che i sottoservizi presenti nell'area daranno molto filo da torcere per accorciare i tempi di esecuzione. La legge italiana impone una gara d'appalto e tutte le procedure per l'accettazione dell'opera da parte di tutti gli enti competenti (conferenza dei servizi). L'elefantiaca burocrazia sarà l'ostacolo più rilevante. Completato l'iter formale si passerà all'esecuzione ammesso che ci siano i soldi che Società Autostrade non metterà di certo, anzi, chiederà i danni. Fincantieri farà il lavoro! Senza gara d'appalto? Un'altra Toninata. Nazionalizzeremo le autostrade e le faremo gestire dall'Anas. Nei miei lunghi anni di carriera ho conosciuto di che pasta è l'Anas, ente più corrotto in assoluto (vedi Di Pietro insieme alle condanne). Basta Alta velocità! Certo, Toninelli è coerente! Segue la filosofia della decrescita felice che lascerà tutti senza lavoro e ci costringerà a mandare i figli a pulire le macchine agli incroci! Durerà? Spero di no come buon senso insegna. Speriamo. Un'ultima considerazione: ci si è accorti che gli stralli non riportavano un numero adeguato di cavi in acciaio armonico, non erano dello stesso numero richiesti dal progetto. Inaudito! Faccio presente che la costruzione del ponte Morandi è stata eseguita dalla società Condotte che è un'impresa pubblica. Allora non è colpa di Autostrade che, secondo Toninelli, l'ha fatto crollare. Paolo MascalchiEDOLO

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