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09/04/2021

L’azienda subì il rogo dei Tir e fu estromessa dai trasporti Il teste: «Non ho deciso io»

Corriere della Sera - Giuliana Ubbiali

Il processo
La Ppb e il rivale Papaleo al telefono con la Sab (appaltante) il giorno dopo L'appalto La gara vinta dalla ditta che condivideva il capannone con l'azienda dell'imputato
«Non le sembrava di sparare sulla Croce Rossa? Buttare fuori uno a cui avevano bruciato i tir». Dopo una serie di «non ricordo», il pm Emanuele Marchisio ammonisce il testimone e va dritto al punto. Tarciso Forini, titolare della Sab ortofrutta di Telgate, per anni per il trasporto aveva lavorato con la Ppb di Antonio Settembrini, che il 6 dicembre 2015 subì l'incendio di 14 Tir, a Seriate. Con un appalto, a gennaio 2016 affidò buona parte delle consegne alla Frigor trasporti orobico.

Una scelta di convenienza economica, come ha spiegato il teste, oppure una «cornice per far fuori» un concorrente della Mabero, come dubita l'accusa? La Mabero c'entra perché è riconducibile a Giuseppe Papaleo, imputato (detenuto) come mandante del rogo. La Frigor non c'entra, ma è stata chiamata in causa perché a San Paolo d'Argon era vicina di capannone con la Mabero e, come confermato da un ex autista che ora gestisce la logistica al posto di Papaleo, le due aziende si aiutavano a seconda delle zone delle consegne. Dunque, è il ragionamento dell'accusa, affidando l'appalto all'una significava far lavorare anche l'altra. Forini, tra i numerosi vuoti di memoria, ha ripetuto di non aver deciso lui l'appalto, di cui si era occupato il collaboratore Giuseppe Sinatra (che verrà sentito). Dalle intercettazioni, ai pm Marchisio e Claudia Moregola risulta però uno scenario diverso. Domanda al teste: «Dopo l'incendio, qualcuno si è presentato da voi per offrirsi di tappare il buco?». All'imprenditore non risulta, ma da una conversazione con Gino Ernesto Bellani (della Frigor) emerge che Papaleo, la mattina dopo il rogo, contattò quello che Forini definisce «il mio braccio destro» per chiedere se servisse qualcosa. Altro non ricordo del teste, allora il pm ripesca l'intercettazione dell'11 dicembre in cui Bellani parla con Papaleo: «Ho detto tutto quello che andava detto al Tarci. Mi ha detto di non preoccuparti, a gennaio...». Papaleo: «Lo elimina, allora?». Bellani: «Non ha detto che lo elimina, ma non preoccuparti». Settembrini stesso, nel 2016, dirà: «Tarcisio aveva deciso così». Dubbio del pm che sa di affermazione: «Non è che la gara fosse una cornice per far fuori Settembrini?». Forini insiste che non se ne occupò, si premurò di parlare con Settembrini perché «non era corretto dire basta dall'oggi al domani». Dice che dopo l'incendio alcuni clienti «della Gdo», la grande distribuzione, non gradivano più ricevere i camion della ditta presa di mira. «Ma lei non ha detto che Settembrini era una vittima?», gli ha posto la questione il pm Moregola, scaldandosi quando, solo incalzato dalle domande, il testimone ha ammesso che Settembrini gli disse di sospettare di Papaleo: «La Mabero era un suo fornitore, non ha pensato di non mandare quei camion a consegnare?». Il teste agita le mani: «Ma io fatturavo alla Frigor con cui continuo a lavorare».


In questa vicenda di intrecci, nel filone in cui sono già piovute condanne in abbreviato, Papaleo e Bellani sono vittime di tentata estorsione con metodo mafioso di Carmeno Caminiti (deceduto), su mandato di Antonio Settembrini, perché rinunciassero a parte all'appalto affidato loro dalla Sab. I nomi di Caminiti e altri tornano per le presunte estorsioni, per la riscossione dei crediti dei fratelli Carlo e Alessandro Santini, di Azzano, a processo. Vincenzo Sibilio, commerciante di frutta e verdura in provincia di Pavia, parte offesa, ha raccontato un'altra storia. Di debiti pagati anche se in ritardo, di persone di fiducia, provvigioni e questioni tra i Santini e Caminiti in cui «non c'azzeccavo».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

La vicenda

Per il rogo dei Tir alla Ppb di Seriate,
Giuseppe Papaleo,
concorrente,
è a processo come mandante

Indagando sul rogo, sono emersi altri filoni: la contro estorsione (tentata)
di Antonio Settembrini della Ppb tramite personaggi mafiosi,
e un giro
di riscossione crediti

La scheda

L'indagine ha portato alla luce una guerra nel settore
del trasporto dell'Ortofrutta

Secondo l'accusa, con il rogo Giuseppe Papaleo voleva che Antonio Settembrini della Ppb cedesse parte del mercato

La lente
è anche su un appalto della Sab ortofrutta, ma qui Papaleo è vittima
di tentata estorsione


Foto:

L'incendio doloso Nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2015, alla Ppb di Seriate vennero incendiati 14 Tir