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09/10/2021

«Lavoro nero e minacce» Il caso Del Bidente in aula

QN - Il Resto del Carlino

di Cristina Rufini FERRARA Si aggiunge un'altra pesante contestazione alla vicenda giudiziaria che ruota attorno all'inchiesta della Guardia di finanza, coordinata dal pm Andrea Maggioni, sul presunto caporalato in alcune cooperative tra l'Emilia e il Veneto, con ulteriori accuse quali truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e subappalti non autorizzati. Ieri, nel corso della prima udienza preliminare, il pm Maggioni ha infatti contestato ai sei imputati l'aggravante della violenza e delle minacce che sarebbero state compiute su alcune decine di dipendenti per costringerli a lavorare in nero e 'tenere la bocca chiusa'. Questa l'ipotesi della procura. Contestazione che ha portato, poi, il giudice dell'udienza preliminare a fissare un'altra udienza al 27 gennaio per le varie richieste delle parti. Ieri intanto il gup ha ammesso come parti civili la Cgil e la Ausl di Ferrara. La maxininchiesta sul lavoro nero prende avvio a seguito delle indagini sull'incidente mortale avvenuto tra il 25 e 26 novembre del 2017, un mese e mezzo dopo l'inizio dell'epidemia di aviaria allo stabilimento Eurovo di Codigoro. Dodici lavoratori - tutti extracomunitari, senegalesi e nigeriani - di alcune cooperative stavano rientando dal lavoro a bordo di un furgone, quando lungo l'autostrada A13 il mezzo esce di strada, all'altezza del casello di Ferrara Nord e uno di loro poi perde la vita. Da qui sono scattate le indagini che hanno portato ad accertare che stavano rientrando dallo stabilimento codigorese, impegnati nelle operazioni di bonifica. Dopo le prime verifiche, l'attenzione delle fiamme gialle si focalizza sull'appalto da quasi cinque milioni affidato, in base a una convenzione, dall'agenzia regionale Intercent Emilia Romagna alla cooperativa Del Bidente, con sede in provincia di Forli-Cesena. Quest'ultima, però, aveva concesso in subappalto alle altre tre società i lavori di abbattimento dei capi di pollame, di pulizia e di disinfezione dei locali della 'Eurovo'. Secondo gli inquirenti, quel subappalto sarebbe avvenuto in maniera indebita e senza l'autorizzazione dell'ente che ha commissionato i lavori, cioè l'Ausl. Secondo procura e militari, le imprese subappaltatrici avrebbero infatti reclutato per quell'incarico diversi lavoratori extracomunitari e, «approfittando del loro stato di bisogno». Gli imputati sono i forlivesi Elisabetta Zani, Gimmi Ravaglia e Ido Bezzi ( presidente, vicepresidente e direttore di cantiere della cooperativa del Bidente) e i marocchini Abderrahim El Absy, Ahmed El Alami e Lahcen Fanane (responsabili legali delle cooperative Work Alliance di Cesena, Agritalia di Verona e Veneto Service.