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14/07/2018

Lavoro, in dieci anni persi 18 mila posti

Il Secolo XIX

La citt à e l'occupazione
Spiragli di luce, ma il saldo rimane negativo. Industria e commercio in affanno
Mario De Fazio Qualche spiraglio di luce inizia a intravedersi, a giudicare dai dati regionali del primo trimestre 2018. Ma se si osserva l'evoluzione negli ultimi dieci anni dell'occupazione in provincia di Genova, il saldo resta fortemente negativo, con la crisi che ha spazzato via un totale di oltre 18mila posti di lavoro. I NUMERI DELLA CRISI I dati Istat, elaborati dall'ufficio economico della Cgil, restituiscono un quadro dell'occupazione genovese in cui le ombre sono ancora prevalenti sulle luci. Anche considerando fattori strutturali, come il calo demografico e le crisi di sistema, e congiunturali - come l'abolizione dei voucher che contribuisce in alcuni settori a far calare le statistiche sul lavoro emerso - la diminuzione è evidente. Se gli occupati in tutta la Liguria sono diminuiti, dal 2008 al 2017, di 32.606 posti di lavoro, oltre la met à dell'emorragia (18.185) riguarda Genova e provincia. Un calo che ha riguardato sia il settore dei dipendenti, che ha perso 9.807 posti di lavoro, sia quello degli indipendenti o autonomi (-8.378). I dati del primo trimestre in Liguria, con un aumento di novemila occupati, sembrano segnare per ò una ripresa. « Ma è troppo presto per essere ottimisti - spiega Marco De Silva, responsabile dell'Ufficio economico della Cgil -. Bisogna aspettare il secondo trimestre per capire se si tratta di un'oscillazione o di un trend stabile. Di sicuro i dati su Genova negli ultimi anni restano negativi, anche se il capoluogo e la Liguria entrano ed escono in ritardo, rispetto al resto del Paese, dalle crisi occupazionali » . INDUSTRIA IN AFFANNO Il settore manifatturiero, cioè l'industria in senso stretto, ha perso in dieci anni 4.093 occupati. Ma, rispetto al picco negativo del 2014, la risalita è iniziata. « Il trend è quello e non è un segreto che l'industria continui a scontare ci ò che si è perso negli scorsi anni - spiega Giovanni Mondini, presidente di Confindustria -. Ma, grazie all'export e a provvedimenti come industria 4.0, qualcosa si sta recuperano, anche se non si riesce ancora a sopperire le difficolt à di aziende grandi come Ilva o Piaggio. La risalita è evidente anche dalla riduzione drastica, rispetto al boom del 2014, delle ore di cassa integrazione. COSTRUZIONI IN RISALITA Il settore edile, invece, è in controtendenza. I tempi del crollo del 2012 (appena 18.500 occupati, seimila in meno rispetto al 2008) sono lontani e ora si viaggia su numeri addirittura superiori a quelli di dieci anni fa. Ma non è tutto oro quello che luccica. « La crisi negli anni scorsi ha massacrato il settore e il nuovo codice degli appalti ha dato un'altra gelata - spiega Filippo Delle Piane, presidente di Ance Genova -. Ma il settore delle ricostruzioni è in costante aumento e di sicuro negli ultimi tempi abbiamo avuto segnali incoraggianti. C'è per ò anche da tenere conto che, sul numero di occupati, incide la polverizzazione del settore: tanti si sono "riciclati " in attivit à in proprio, con societ à unipersonali. Sui numeri incide positivamente anche il Terzo Valico, cos ì come i segnali sulle transizioni sono incoraggianti. Ma la ripresa fa ancora fatica » . COMMERCIO E TURISMO Il macro-settore che comprende commercio e alcune attivit à turistiche, come alberghi e ristorazione, è numericamente in affanno: nonostante la crescita del secondo, la chiusura dei negozi e le modifiche delle forme di lavoro legate al turismo, portano a un saldo in negativo. « I numeri si spiegano con un mix di calo demografico, invecchiamento della popolazione, prevalenza recente di attivit à di ristorazione legate allo street food rispetto alle tradizionali che facevano più occupati, e al boom di strutture più piccole come i bed and breakfast nell'alberghiero - spiega Alessandro Cavo, vicepresidente di Ascom Confcommercio - Fattori che frenano i numeri in un settore che per ò cresce come il turismo. Aggiungiamo la desertificazione del commercio e il quadro è chiaro » . - defazio@ilsecoloxix.it c BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI I NUMERI OCCUPATI Liguria Genova Dipendenti Autonomi Industria (totale) Manifatturiero Costruzioni Agricoltura Servizi (totale) Commercio. alberghi e ristoranti Altri servizi (Sanità. istruzione. P.A.) 2008 635.687 348.024 262.343 85.681 74.091 49.604 24.487 1.954 271.978 68.388 203.590 2009 631.730 352.295 261.706 90.589 72.465 50.765 21.699 2.218 277.612 70.214 207.3982010 624.014 345.385 252.527 92.858 70.140 47.340 22.801 2.529 272.716 69.581 203.135 2011 629.623 342.604 255.817 86.787 71.079 48.305 22.774 997 270.529 73.880 196.649 2012 620.309 339.566 257.013 82.553 66.800 48.290 18.510 932 271.834 75.062 196.773 Dati Istat elaborati dall'ufficio studi Cgil 2013 603.113 331.352 253.819 77.533 64.377 45.210 19.167 1.790 265.186 69.303 195.882 2014 599.147 325.500 245.724 79.776 64.064 42.421 21.643 1.412 260.024 64.872 195.152 2015 611.721 334.539 248.579 85.959 66.824 42.561 24.262 862 266.853 67.044 199.809
GRAFICI IL SECOLO XIX 2016 609.55 331.703 247.443 84.260 72.469 44.361 28.108 1.598 257.636 68.061 189.575 2017 603.081 329.839 252.536 77.303 69.998 45.081 24.917 1.054 258.786 63.577 195.209

Foto: Bilancio in chiaroscuro per il turismo


Foto: FORNETTI

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