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20/01/2021

Lavoro ‘grigio’ e ‘nero’, il 2020 dell’Ispettorato

QN - Il Resto del Carlino

Tre cantieri con operai che lavoravano in nero. Uno di cui è stato disposto il sequestro penale e che era completamente sconosciuto alle pubbliche amministrazioni. E mille posizioni lavorative irregolari, in cinque appalti della metalmeccanica, del facchinaggio e della logistica. Sono alcuni dei numeri portati a consuntivo dall'Ispettorato territoriale del lavoro sull'attività svolta nel 2020. Un riepilogo che conferma, per molti versi, alcune delle storiche note dolenti sul rispetto delle normative sul lavoro. A partire dai cantieri edili, comparto all'interno del quale l'Ispettorato si è mosso privilegiando le opere pubbliche. Nel segmento dell'edilizia, spiega l'agenzia, sono state accertate il 78% di irregolarità. L'Ispettorato ha registrato la violazione di subappalti di lavori pubblici non autorizzati. E, sempre in fatto di edilizia pubblica, gli ispettori hanno rilevato tre cantieri pubblici di operai che lavoravano totalmente in nero e disposto il sequestro penale di un cantiere di cui le pubbliche amministrazioni non erano a conoscenza. Accertate poi cinque violazioni della prevenzione che hanno portato a gravi infortuni sul lavoro. Altra area strettamente sotto osservazione è quella composta da metalmeccanica, facchinaggio e logistica: qui, rileva l'Ispettorato, cinque appalti dei servizi mascheravano «somministrazioni fraudolente di manodopera», per un totale di mille posizioni lavorative irregolari. In totale è stata rilevata un'evasione contributiva pari a 21 milioni. Sempre nella metalmeccanica e nella logistica sono state rilevate tre truffe ai danni di Stato e altri enti pubblici: gli ispettori hanno smascherato «un sistema di finti attestati di formazione sulla sicurezza e di esercizi abusivi di professione». La nota positiva arriva dagli accertamenti per il rispetto della normativa anticovid: le irregolarità si sono fermate al 10%. Ma il Covid, per certi versi, ha comunque inciso, almeno per la crisi economica e le trasformazioni che ha portato. «Sul settore edile c'è stata una richiesta abbastanza forte, tra bonus facciate e Superbonus 110%. Abbiamo visto l'arrivo di nuovi soggetti che non sempre rispettano le regole o hanno la capacità di farlo», rileva Davide Conti, segretario della Fillea Cgil Ravenna. Accanto al rischio di irregolarità, Conti rileva anche «quello di infiltrazioni criminali. Qui da noi oggi siamo a un livello di media preoccupazione». In generale, chiude Conti, «abbiamo visto un leggero peggioramento rispetto alle normative sulla sicurezza». Sul fronte della logistica Marcello Santarelli, segretario Filt Cgil, sottolinea le segnalazioni fatte nel 2020 a partire dalla corsa al ribasso sugli appalti. Qualche nota positiva, però, emerge: «C'è una reazione da parte delle istituzioni». E conta anche «la presa di posizione forte da parte di Confindustria. Credo che la strada sia questa: che sindacato, istituzioni, imprese lavorino tutti assieme come stanno facendo ultimamente su questi temi». Il lavoro di squadra è necessario anche per Roberto Baroncelli, referente per Ravenna della segreteria della Cisl Romagna, che nota come i buoni risultati sui controlli del rispetto della normativa anticovid arrivino dopo un percorso collaborativo. E sugli appalti «come sindacati da tempo sollecitiamo la stesura condivisa di un protocollo che veda parti datoriali, sindacati e istituzioni sviluppare elementi condivisi, in modo che non ci siano solo valutazioni di tipo economico quando c'è da fare un appalto». Un altro aspetto su cui puntano il dito i sindacati è la necessità di rafforzare gli organi di controllo. «Gli organici di queste strutture sono in calo deciso da anni - rileva Carlo Sama, segretario della Uil Ravenna -. Gli ispettori sono sempre meno. Ed è un problema che si può rispercuotere sui numeri che vengono fatti emergere». Riccardo Rimondi