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28/05/2021

Lavoro e appalti, ira dei sindacati “Pronti a qualunque iniziativa”

La Stampa - PAOLO BARONI

Cgil, Cisl e Uil: "I posti a rischio sono due milioni". Oggi cabina di regia politica sulle Semplificazioni IL CASO
ROMA Sui licenziamenti la posizione dei sindacati non cambia. «Non condividiamo quella che non ci sembra una mediazione utile - attacca Maurizio Landini della Cgil - perché in questo momento noi pensiamo che dal primo di luglio non ci debbano essere licenziamenti». Per il leader della Uil Pierpaolo Bombardieri bisogna assolutamente evitare che scoppi una nuova bomba sociale. «Dal primo luglio - spiega - ci aspettiamo una situazione molto complicata: Bankitalia dice che le persone sicuramente a rischio sono più di 500 mila, i dati che noi abbiamo parlano di una platea di 2 milioni». Sindacati in piazza Per questo i sindacati alzano il tiro e dopo le manifestazioni e i flashmob di ieri, a Roma e in altre grandi città, contro le morti sul lavoro, si preparano a tornare domani davanti a Montecitorio per rivendicare la proroga del blocco dei licenziamenti per tutti sino al 31 ottobre, ma anche per chiedere l'approvazione della riforma degli ammortizzatori sociali, la ripresa dei tavoli sulle crisi aziendali e contestare la deregulation degli appalti. «Il governo convochi le parti sociali: deve aprire con noi un vero confronto su questi temi che ancora non c'è stato», torna a chiedere Landini, annunciando poi l'invio di «una lettera in cui chiediamo a tutte le forze politiche in Parlamento di trovare soluzioni» su licenziamenti e appalti. «Non si può cambiare il Paese contro e senza il mondo del lavoro» insiste il segretario della Cgil, che si dice pronto a valutare quali iniziative mettere in campo, senza escluderne «neanche una». Bonomi: serve lealtà Il braccio di ferro sulla proroga del blocco dei licenziamenti ha lasciato problemi anche sul fronte opposto: il ministro del Lavoro Andrea Orlando - che ieri ha definito «sproporzionate» le reazioni alla sua proposta, dicendosi poi «soddisfatto della mediazione trovata» - resta sempre nel mirino di Confindustria. «Questo è il momento delle scelte per il nostro futuro, delle grandi opportunità, di fare le scelte giuste che si fanno con la collaborazione leale» ha rimarcato ieri il presidente Carlo Bonomi, alludendo chiaramente a quello che nei giorni scorsi aveva definito un «tradimento» dei patti. «Sul tema dei licenziamenti è successo un grande pasticcio. Frutto del mancato confronto, del dialogo e della concertazione con le parti sociali. Se il governo, come avevamo chiesto, avesse aperto una fase di ascolto, di negoziato sui contenuti del decreto Sostegni, questa condizione in cui ci troviamo oggi sarebbe stata evitata» ha dichiarato il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra. Secondo il quale il governo ora deve «tornare sui propri passi», mentre Confindustria deve «far prevalere ragionevolezza e responsabilità» evitando «tensioni, antagonismi e conflitti». Il nodo semplificazioni Altro tema caldo, e di attrito forte tra sindacati e governo ma anche tra le forze di maggioranza, è quello delle Semplificazioni, su cui oggi il governo tenta il rush finale. Cgil, Cisl e Uil pensano che liberalizzare gli appalti e reintrodurre il massimo ribasso non sia accettabile. «Bisogna prorogare la norma attuale sui subappalti - sostiene Landini - e la misura sul massimo ribasso va tolta dal tavolo, è un danno per il Paese». «Semplificare non significa smantellare le norme esistenti» ha aggiunto Sbarra. Salvini insiste per eliminare il Codice degli appalti ed il segretario del Pd Letta gli risponde che è favorevole alle Semplificazioni ma a patto che venga rispettata la Costituzione. Preso tra più fuochi è possibile che il governo decida di stralciare e rinviare a provvedimenti di legge successivi alcune delle norme più contestate, come dovrebbe accadere anche per l'articolo sulla rigenerazione dei centri storici, una misura che avrebbe consentito di demolire e ricostruire «nei centri e nuclei storici consolidati» e in altre aree «di particolare pregio storico e architettonico». Oggi vertice con Draghi Per decidere come procedere e cercare di trovare un punto d'incontro tra le varie posizioni, Draghi ha convocato per stamattina la cabina di regia politica alla quale parteciperanno tutti i capi-delegazione. Per Forza Italia ci sarà il titolare della Pubblica amministrazione Renato Brunetta in quanto ministro che ha seguito dall'inizio questo dossier. E ieri, da fonti della Funzione pubblica, si è già capito come la pensa: va dato l'ok all'intero pacchetto, semplificazioni, governance e reclutamento, nel rispetto degli impegni presi con l'Europa, sia sul piano dei contenuti sia su quello dei tempi, messi entrambi nero su bianco nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. «Il Governo ha condotto un lavoro serio e impegnativo. Adesso - viene spiegato - è il momento di approvare contestualmente tutte le nuove norme per gestirle al meglio, col pieno coinvolgimento del Parlamento e della Conferenza Stato-Regioni». -

Foto: MAURO SCROBOGNA /LAPRESSE


Foto: La manifestazione di ieri a Roma per chiedere maggiore sicurezza sul lavoro