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24/09/2020

Lavori sopra soglia con termini compressi

Il Sole 24 Ore Dossier - Pierdanilo Melandro

Le procedure. Da aggiudicare in sei mesi, la tagliola preoccupa le grandi centrali di committenza
L'OBBLIGO Viene introdotto di nuovo il collegio consultivo tecnico: era già previsto nel Codice ma era stato criticato da Anac e Consiglio di Stato
l decreto semplificazioni si occupa delle procedure sopra la soglia comunitaria, la cui determina a contrarre sia adottata entro il 31 dicembre 2021. I contratti sopra soglia, compresi i servizi di ingegneria e architettura, saranno ordinariamente affidati mediante procedura aperta o ristretta e, qualora ne sussistano i presupposti e previa motivazione, mediante procedura competitiva con negoziazione e dialogo competitivo. Salvo interventi sospensivi dell'autorità giudiziaria, il decreto impone, tuttavia, la riduzione dei termini procedimentali (articoli 60 comma 3, 61 comma 6, 62 comma 5, 74 commi 2 e 3 del Codice appalti) per ragioni di urgenza, che si presumono comunque sussistenti. Nella motivazione del provvedimento che dispone la riduzione dei termini non sarà necessario dar conto delle ragioni di urgenza, che si considerano sussistenti. La riduzione dei termini nel senso appena citato è stata introdotta per garantire la rapida conclusione delle procedure di aggiudicazione. Occorre evidenziare che, trattandosi di appalti di valore superiore alle soglie, quindi, di sicuro interesse transfrontaliero, la previsione di stringenti termini anche per la presentazione delle offerte da parte di operatori economici stranieri, potrebbe avere effetti negativi in termini di minore partecipazione alle procedure di gara e, quindi, determinare un restringimento della concorrenza. Infatti, sebbene sia condivisibile la finalità di ridurre i tempi di affidamento, in coerenza con quanto raccomandato dalla Commissione europea per far fronte alla crisi determinata dalla pandemia, questa norma rischia di non avere quella portata semplificatoria auspicata. Peraltro, la novella sembra prevedere queste riduzioni in termini di obbligo e non di facoltà ed in maniera automatica ed indiscriminata rispetto ad ogni tipologia di procedura. La violazione dei termini e delle tempistiche, infatti, costituirà motivo di valutazione e causa di responsabilità erariale del Rup e, se imputabile all'operatore economico, ne determinerà l'esclusione dalla procedura o la risoluzione di diritto del contratto. Ne consegue che, se con riferimento ad appalti non complessi questa norma risulta attuabile, diversamente alcuni affidamenti di maggiore complessità (quelli a maggiore valore aggiunto) rischiano di generare un effetto contrario a quello auspicato, non consentendo, dal lato degli operatori economici, di avere un congruo termine per predisporre la propria offerta o di far emergere la qualità della propria attività, e dal lato delle stazioni appaltanti di lavorare con la necessaria serenità nelle diverse fasi del procedimento. Sul punto, le centrali di committenza, tra cui i soggetti aggregatori regionali e Consip, hanno segnalato in fase di conversione l'impossibilità di rispettare i tempi per gare multilotto e con prestazioni disomogenee. Dovrebbero, a questo scopo, essere modificate le strategie di gara prevedendo, a titolo esemplificativo, il ricorso a un numero sempre maggiore di criteri quantitativi e tabellari ovvero l'utilizzo del criterio del minor prezzo ogni qual volta è consentito dalla norma. Con riferimento ai soli lavori pubblici, sempre sopra soglia, il Dl ha previsto l'obbligatorietà presso ogni stazione appaltante, fino al 31 luglio 2021, della costituzione di un collegio consultivo tecnico prima della data di avvio dei lavori e comunque non oltre dieci giorni da tale data, con funzioni specificamente individuate e legate alla fase di esecuzione contrattuale. Non si tratta di una novità: previsto nella versione iniziale del Codice appalti, poi cancellato, (e criticato a più riprese dall'Anac e dal Consiglio di Stato), il collegio consultivo tecnico è stato recentemente reintrodotto dal decreto sblocca-cantieri. Con il decreto Semplificazioni, non solo questo organismo viene riproposto ma viene addirittura reso obbligatorio per tutti gli appalti di importo superiore alle soglie comunitarie prima dell'avvio dell'esecuzione. Questo significa che le stazioni appaltanti dovranno necessariamente dotarsi di uno staff di esperti per tutti i lavori di importo superiore a 5,35 milioni di euro. In tutti gli altri casi, la nomina del collegio sarà possibile ma non sarà obbligatoria. © RIPRODUZIONE RISERVATA