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18/06/2019

Lavori pubblici in Campania, il mercato torna a crescere Ribassi attestati al 27 per cento

Corriere del Mezzogiorno

ECONOMIA
Presentato lo studio «Icona», realizzato da Acen e Cresme Ricerche
L'indicatore dei lavori pubblici in Campania torna in territorio positivo. «Ma si tratta di un segnale, non ancora di una inversione di tendenza, dopo dieci anni di crisi. E il cambiamento continuo delle norme non aiuta ad attivare bandi e, dunque, a realizzare le opere», ci tiene a sottolineare Federica Brancaccio, leader dei costruttori partenopei, nel corso della presentazione dello studio «Icona» di Acen e Cresme Ricerche. I numeri Gli ultimi dati del mercato dei lavori pubblici confermano la ripresa per il mercato campano: tra gennaio e marzo 2019 aumentano del 23% le gare rispetto al primo trimestre 2018, così come aumentano le risorse: + 12,7%. Il trend espansivo riguarda tutte le classi di lavori di importo compreso tra 350mila e 5 milioni, iIn flessione invece i micro lavori fino a 350mila e gli appalti di importo superiore a 5 milioni. L'ultimo lustro Analizzando l'ultimo quinquennio, è evidente l'accelerazione dell'attività dei committenti pubblici nel 2014, quando le gare promosse balzano a più di 2.600, e la relativa spesa raggiunge il picco assoluto del mercato regionale. Se il ripiegamento del mercato nel 2015 poteva essere almeno in parte un rallentamento fisiologico legato all'eccezionalità del 2014, l'ulteriore riduzione del mercato nel 2016 è stato condizionato dall'entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti pubblici, che ha frenato l'attività dei committenti di lavori pubblici. In Campania, come in tutto il Sud, il ridimensionamento del numero delle gare è stato più importante e di maggior durata rispetto alla media nazionale. Dinamica simile per la spesa, tornata in crescita a livello nazionale già nel 2017, mentre in regione l'inversione della tendenza recessiva si avverte nel 2018. La classifica La Campania occupa così la sesta posizione nella graduatoria relativa al numero di gare promosse nel 2018, mentre è prima tra le regioni meridionali. La dinamica espansiva del mercato nel 2018 ha riguardato i criteri del prezzo più basso e dell'offerta più vantaggiosa. Se nei primi anni 2000 il ruolo prioritario era attribuito al criterio del prezzo più basso (per il 90% delle gare), il ricorso a questo criterio si è ridotto fino al 2015. Un processo che potrebbe modificarsi, con la norma contenuta del decreto Sblocca Cantieri che prevede l'applicabilità del criterio del massimo ribasso per le gare di importo fino alla soglia europea di 5,5 milioni. Molte aziende abilitate Il 14% delle imprese nazionali abilitate ai lavori pubblici è campano. La regione vanta infatti 10.472 imprese con «attestazione Soa» e ha il maggior numero di imprese certificate per la partecipazione a gare per l'esecuzione di appalti pubblici di lavori. L'edilizia è l'ambito di mercato che nel 2018 assorbe 771 interventi, a fronte dei 610 riferiti al settore delle infrastrutture. In termini economici, però, la ripartizione è invece invertita: le infrastrutture assorbono 2,2 miliardi, contro i 583 milioni dell'edilizia. Scendendo nel dettaglio dell'edilizia, gli ambiti di mercato che assorbono il maggior numero di gare sono quello sportivo, quello scolastico e quello del patrimonio storico, artistico e turistico, in crescita rispetto al 2017. I dati napoletani Nel 2018 con 82 aggiudicazioni di importo superiore a 1 milione, per un valore a base di gara pari a 416 milioni, il territorio partenopeo conferma l'importanza rivestita nell'ambito regionale. Nell'ultimo anno rappresenta infatti il 55% del numero totale delle opportunità e il 65% del valore complessivo. La provincia di Salerno è al secondo posto, con il 22% del numero e il 16% delle risorse economiche; Benevento ed Avellino sono i mercati più piccoli, con il 7% del numero e il 4-5% del valore regionale complessivo. La dinamica nel 2018 è caratterizzata da una crescita del numero dei contratti aggiudicati in tutti i territori, cui si associa un incremento degli importi solo in provincia di Avellino, a fronte di riduzioni importanti a Caserta, Napoli e Salerno, e di una stabilizzazione a Benevento. I ribassi In Campania il ribasso medio si attesta al 27,3%, in linea con il Sud del Paese e la stessa Lombardia. A livello provinciale, Avellino si caratterizza per una percentuale di sconto superiore al 27%, applicata per aggiudicare lavori di importo medio pari a 2,5 milioni. Quella più bassa, di poco superiore al 23% si riscontra nella provincia di Salerno, e riguarda le aggiudicazioni di lavori di importo medio pari a 3,1 milioni. Percentuali di poco superiori al 25% sia a Napoli che a Caserta, dove il taglio medio dei contatti è più rilevante, pari a 5,6 milioni nel capoluogo e a 4,3 nel casertano. A. P. M.

Foto: Presidente Federica Brancaccio guida l'Acen


Foto: rancaccio Si tratta di un segnale, non ancora di una vera inversione di tendenza, dopo dieci anni di crisi