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17/07/2021

Lavori, niente contratti impliciti

ItaliaOggi - LUIGI OLIVERI

Sentenza del Tar della Lombardia su una fattispecie controversa per le stazioni appaltanti
La consegna in via d'urgenza non determina la conclusione
La consegna anticipata in via di urgenza dei lavori non determina per fatti concludenti o implicita la conclusione del contratto. Pertanto, l'amministrazione appaltante può revocare l'aggiudicazione anche successivamente a tale consegna in via d'urgenza, purchè prima dell'effettiva sottoscrizione del contratto. La sentenza del Tar Lombardia - Milano, Sezione IV, 6.7.2021, n. 1655 chiarisce in modo estremamente puntuale ed opportuno gli effetti della consegna in via d'urgenza nelle more della sottoscrizione del contratto, fattispecie sulla quale stazioni appaltanti ed operatori economici non hanno da sempre le idee molto chiare. Nel caso di specie trattato dalla sentenza, una stazione appaltante ha revocato l'aggiudicazione ad un operatore economico mentre erano in corso attività di cantiere, connesse appunto alla consegna in via d'urgenza. L'aggiudicatario, tra gli altri motivi di ricorso, ha evidenziato che effetto della consegna anticipata ed in via d'urgenza dei lavori, sarebbe la conclusione del contratto con la stazione appaltante. Dovrebbe, infatti, applicarsi l'articolo 1327 del codice civile, che regola l'esecuzione della prestazione ad opera della parte contrattuale proponente, prima della risposta dell'accettante. Dispone la norma che «qualora, su richiesta del proponente o per la natura dell'affare o secondo gli usi, la prestazione debba eseguirsi senza una preventiva risposta, il contratto è concluso nel tempo e nel luogo in cui ha avuto inizio l'esecuzione». Secondo la prospettazione del ricorrente, la consegna anticipata in via d'urgenza dei lavori coinciderebbe appunto con l'esecuzione «senza preventiva risposta» da parte della stazione appaltante, sì da comportare la prestazione del consenso e la conclusione del contratto in via di fatto. Ciò priverebbe l'amministrazione del potere di revocare l'aggiudicazione, perché subentra solo l'eventuale diritto di recesso. Il Tar liquida il motivo di ricorso come suggestivo, ma spiegano bene le ragioni della sua infondatezza. Specificamente, secondo i giudici amministrativi il meccanismo di conclusione del contratto delineato dall'articolo 1327 del codice civile «appare inapplicabile al sistema dei contratti pubblici, nei quali l'eventuale esecuzione anticipata in via d'urgenza della prestazione contrattuale non può assurgere ad avvenuta stipulazione del contratto, con tutte le conseguenze che ne derivano». Infatti, le modalità con le quali si sottoscrivono i contratti a seguito di procedure di gara sono tipiche e tassativamente definite dall'articolo 32, comma 14, del d.lgs 50/2016, il quale impone che «il contratto sia stipulato con atto pubblico notarile o mediante scrittura privata a pena di nullità e la sanzione della nullità esclude che possano esistere forme equipollenti di stipulazione, fra cui quella di cui al citato art. 1327 del codice civile». E' pur vero che detto comma 14 consente di stipulare non sottoscrivendo un documento unitario e contestuale, come l'atto pubblico notarile, bensì attraverso lo scambio di lettere secondo l'uso del commercio. Tuttavia, questa possibilità è limitata a casi di minore rilevanza economica (affidamenti fino a 40.000 euro) e comunque anche in queste ipotesi «non viene ammessa la stipulazione attraverso l'esecuzione senza risposta da parte del destinatario della proposta contrattuale, in base al più volte richiamato art. 1327 del codice civile». Il Tribunale amministrativo regionale della Lombardia spiega anche la ratio dell'esclusione della possibilità di applicare la conclusione mediante esecuzione: il contratto con la pubblica amministrazione determina per le parti tali e rilevanti conseguenze da far ritenere opportuno al legislatore di imporre che la volontà del contraente privato sia «espressa e non desumibile dal semplice comportamento materiale del soggetto che esegue la prestazione richiestagli senza una preventiva risposta al proponente». La sentenza rende ancor più evidente, comunque, la sostanziale assurdità della previsione contenuta nel comma 8 dell'articolo 32 del d.lgs 50/2016, proprio dedicato alla consegna in via d'urgenza, ove si afferma che «Se la stipulazione del contratto non avviene nel termine fissato, l'aggiudicatario può, mediante atto notificato alla stazione appaltante, sciogliersi da ogni vincolo o recedere dal contratto». Non essendo nemmeno la consegna in via d'urgenza fonte della sottoscrizione del contratto, non si capisce proprio da quale contratto l'operatore economico possa recedere.

Foto: La sede del Tar Lombardia


Foto: Il testo della decisione su www.italiaoggi.it/documenti-italiaoggi