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18/12/2019

Lavori-lumaca da 700.000 euro il Comune “caccia” la ditta

Il Tirreno - Francesco Turchi

Non decolla il cantiere per la messa in sicurezza, l'ente ricorre alla risoluzione «Pronti a ripartire a gennaio con un'altra ditta». Ma c'è l'incognita battaglia legale diga del muraglione
MONTECATINI VDC. La ditta non rispetta il cronoprogramma, il cantiere procede a passo di lumaca e il Comune rescinde il contratto da quasi 700.000 euro per la messa in sicurezza statica e idraulica della diga del Muraglione. Una decisione unilaterale ufficializzata dall'ente di Montecatini Valdicecina, attraverso l'atto firmato dal segretario comunale e responsabile dell'area tecnica Andrea Martelli. Nel documento vengono riassunte le tappe di una vicenda che rischia di rallentare il recupero (finanziato dal Ministero) dell'opera, con l'obiettivo di renderla visitabile per i turisti che vanno alla scoperta dell'area mineraria. L'appalto era stato affidato nel marzo scorso al raggruppamento temporaneo di imprese formato dal Consorzio Simplex di Roma e dall'impresa individuale Molinaro Rocco con sede a Lenola (Latina) per un importo di 669.000 euro più Iva. Ma dopo l'apertura del cantiere, i lavori hanno subito un forte rallentamento, al punto da spingere il Responsabile del procedimento a richiedere all'ingegnere Fabio Bonacci, direttore dei lavori, e alla coordinatrice per la sicurezza Valentina Altieri di mettere a punto una relazione per le eventuali contestazioni. Nel documento firmato dallo stesso Bonacci vengono elencate una serie di «inadempienze - si legge nella determina - mancanze e omissioni da parte dell'impresa appaltatrice che di fatto hanno determinato una situazione di grave pregiudizio per la regolarità delle opere previste». In particolare si fa riferimento a «gravi ritardi accumulati, incapacità di gestione subappalti e subaffidamenti e abbandono del cantiere». Le successiva controdeduzioni della Rti, vengono poi giudicate dal Comune «infondate e pretestuose». Il responsabile unico del procedimento, geometra Floriano Perini, supportato dalle relazioni di Bonacci, propone quindi la risoluzione contrattuale «per grave inadempimento», rispetto alle norme relative a contratto di appalto, capitolato speciale di appalto e norme in materia di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro. Un "suggerimento" raccolto da Martelli, che dà l'ok alla "rottura". Ora c'è da capire come e quando il ripartirà il cantiere: «In questa fase - spiega il responsabile dell'area tecnica del Comune di Montecatini Valdicecina - dobbiamo completare l'iter per la chiusura dei rapporti contabili con l'azienda». Che, dal canto suo, potrebbe incassare pacificamente la decisione dell'ente, oppure avviare una battaglia legale, con inevitabili ripercussioni sulla ripresa dei lavori. «Vedremo - sottolinea Martelli -. Per quanto ci riguarda, siamo in grado di far ripartire il cantiere già nei primi mesi del 2020: la legge prevede che in questi casi si proceda con lo scorrimento della graduatoria, nella quale figurano altre due aziende che avevano partecipato al bando: dunque, contatteremo la seconda classificata per un nuovo affidamento». Al momento, non sembra comunque a rischio il finanziamento statale che copre l'intero intervento. Una soluzione in tempi rapidi è auspicata anche dal sindaco di Montecatini Valdicecina Sandro Cerri: «Si tratta di un cantiere importante per la valorizzazione dell'opera. Spero che la situazione si sblocchi quanto prima». --Francesco Turchi© RIPRODUZIONE RISERVATA