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08/09/2018

Lavori di pubblica utilità per disoccupati. E migranti

Il Gazzettino

SAN DONÀ
Lavori di pubblica utilità: cercansi cittadini attivi, compresi migranti. Il Comune è alla ricerca di quindici residenti a San Donà di età compresa tra i 30 e 65 anni, disoccupati di lunga durata (più i 12 mesi), disabili o persone in difficoltà, vittime di violenza o grave sfruttamento, a rischio di discriminazione o altri soggetti già presi in carico dai servizi sociali del Comune. Il nuovo bando comprende anche i beneficiari di protezione internazionale e umanitaria. Dal Comune fanno sapere che la prescrizione che comprende i migranti è un requisito richiesto dalla Regione ed era già contenuta in un bando precedente (terminato nel marzo scorso) ma nessun richiedente asilo finora ha aderito. Un nuovo avviso sarà pubblicato dopo domani lunedì 10 e le adesioni dovranno pervenire all'ufficio protocollo in municipio entro mezzogiorno di lunedì 24 settembre (il modulo si può scaricare dal sito).
L'IMPEGNO
L'impegno è di 20 ore alla settimana (in media 500 euro mensili) per sei mesi. Le attività comprendono l'assistenza agli studenti durante l'entrata e l'uscita dalle scuole per garantire la sicurezza e il rispetto della circolazione stradale, la sorveglianza negli scuolabus delle materne ma anche attività di pulizia straordinaria, custodia e sorveglianza dei parchi pubblici. All'occorrenza anche la possibilità di lavorare in appoggio ad altre attività di sorveglianza, piccola manutenzione, pulizia e dipintura di recinzioni, edifici o strade di proprietà comunale. Il progetto è finanziato con 125mila euro complessivi, di cui 91mila da fondi europei e regionali e 36mila del Comune. Si tratta di uno dei progetti attivati dall'Amministrazione Cereser orientati all'inserimento lavorativo dei cittadini che si trovano in difficoltà, con l'obiettivo di far acquisire una progressiva autonomia economica e lavorativa. Il primo bando avviato nel settembre dello scorso anno aveva coinvolto una ventina di sandonatesi. La vicesindaca Silvia Lasfanti, assessora alle Opportunità sociali spiega che «i risultati ottenuti finora sono positivi. Le capacità di ciascuno vengono valorizzate. In un'ottica di welfare generativo i lavoratori restituiscono il proprio impegno alla comunità a fronte del contributo. Per molte di queste persone è motivo di soddisfazione e crescita, oltre che spezzare un periodo di disoccupazione, può rappresentare un momento di transizione verso nuovi impieghi con attività che possono essere inserite nel curriculum».
Davide De Bortoli

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