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04/11/2018

Lavori al palo all’Ente Fiera: spariscono gli atti e la Regione blocca i fondi

La Repubblica - alessio gemma

Il caso
Atti di verifica dei progetti che presentano "anomalie". Atti che all'improvviso spariscono, con tanto di denuncia ai carabinieri presentata da un dipendente interno. Si tingono di giallo due appalti della Mostra d'Oltremare al palo da anni: il restauro della Torre delle Nazioni e la riqualificazione degli ingressi dell'ente. Due progetti del valore complessivo di circa 10 milioni di euro, salvati dal grande progetto Mostra ritirato a Bruxelles due anni fa, coperti sulla carta con fondi europei, con gare bandite e già aggiudicate. Che hanno scampato anche il pericolo dei ricorsi davanti a Tar e Consiglio di Stato. Ma i lavori non partono, i contratti con le ditte vincitrici non si firmano. Perché la Regione non conferma i finanziamenti alla Mostra e segnala "irregolarità". È in corso un braccio di ferro sotterraneo tra Palazzo Santa Lucia e l'ente fieristico, una corrispondenza da un anno e mezzo, botta e risposta senza esito. Nell'ultima comunicazione i vertici della Mostra ribadiscono ai dirigenti della Regione "le ragioni per le quali non ricorrono alcune criticità".
E sentono il fiato sul collo delle aziende vincitrici che hanno scritto a via Santa Lucia per avere "una risposta chiara sui finanziamenti, al fine di evitare il ricorso a Guardia di finanza, Procura e Corte dei conti per il ritardo nella stipula del contratto e nell'avvio dei lavori".
Un caso di ordinario disordine amministrativo. Lo stallo si consuma soprattutto su un documento che si chiama "validazione del progetto esecutivo". Un tecnicismo da codice degli appalti di non poco conto. Perché si tratta dell'atto formale con cui il responsabile del procedimento appone il suo sigillo a un progetto. Nel caso dei due appalti alla Mostra, quella validazione appare alla Regione poco chiara: a partire "dall'assenza di ogni riferimento temporale tale da far individuare il periodo nel quale il verbale fu redatto". È un problema che emerge già tra fine 2017 e inizio 2018. Ma il 5 luglio 2018 una funzionaria della Mostra si presenta dai carabinieri e firma una denuncia di "smarrimento o sottrazione": "Nel corso delle attività di acquisizione degli atti da trasmettere alla Regione - dice - la sottoscritta ha constatato l'assenza, dai fascicoli dei due progetti, dei relativi atti di validazione". Quegli atti recavano la firma del precedente responsabile del procedimento, Paolo Stabile, già coinvolto nell'inchiesta sul sistema di appalti di La Regina, soprannominata "The Queen". Nella denuncia la funzionaria spiega che "Stabile riproduceva gli atti di validazione e a seguito di ulteriori rilievi della Regione confermava il 27 giugno 2018 di aver regolarmente validato entrambi i progetti come previsto dalla normativa".
Via libera? No, il 10 ottobre dagli uffici della giunta regionale scrivono alla Mostra che "permangono e sono ulteriormente confermate le problematiche già rilevate". Al punto che i vertici della Mostra, il presidente Donatella Chiodo e il consigliere delegato Giuseppe Oliverio, sono costretti a evidenziare che "l'atto di validazione riprodotto da Stabile contiene tutti gli elementi richiesti dalla disciplina".
L'ultimo round, prima che si scatenino le ditte pronte "a sollecitare l'autorità giudiziaria".
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: La Torre delle Nazioni alla Mostra d'Oltremare

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