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10/02/2021

Lavori al cortile della scuola La Procura chiede processo

QN - Il Resto del Carlino

JOLANDA Il pm Isabella Cavallari ha chiesto il rinvio a giudizio per il vicesindaco Elisa Trombin (foto sopra; sotto il cartello di cantiere) e l'ex dirigente dell'Ufficio Lavori Pubblici Francesco Alberti sul caso della riqualificazione del giardino dell'asilo 'Don Chendi', eseguita nel 2015 e costata al Comune 60mila euro. Trombin, che all'epoca dei fatti era sindaco, e Alberti, devono rispondere di turbativa d'asta, mentre solo Alberti anche di falso. Secondo la ricostruzione finita sulla scrivania degli inquirenti, l'intervento di riqualificazione del giardinetto è avvenuta prima ancora di approvare l'esecuzione del progetto. L'inizio lavori risale al 28 settembre 2015, lo stesso giorno in cui fu aperta la busta, l'unica, con l'offerta della ditta che li portò a termine a novembre del medesimo anno, prima ancora del via libera richiesto per legge alla pubblica amministrazione. Tutto secondo il codice degli appalti, avevano riferito amministratore e dirigente, stando alla loro versione a giustificare i lavori era sufficiente l'urgenza determinata dall'esigenza di mettere in sicurezza il giardinetto frequentato dai bambini della scuola. La spiegazione non convinse la minoranza consigliare di allora che, nell'ambito di un Consiglio sollecitato dal prefetto proprio su reiterata richiesta dell'opposizione, denunciò pubblicamente i propri dubbi sulla regolarità dell'appalto, costi dei lavori e mancata trasparenza dell'operazione. La vicenda si è poi tradotta in un'azione giudiziaria, che ieri ha visto la celebrazione dell'udienza preliminare in Tribunale a Ferrara. Come detto, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per i due imputati. Gli avvocati difensori sono Riccardo Caniato per l'ex dirigente Francesco Alberti, e Fabio Anselmo per Elisa Trombin. Caniato ha sostenuto che «non è stato commesso alcun illecito, le procedure di assegnazione sono state corrette, come da normative vigenti». Secondo Fabio Anselmo, inoltre, non ci sarebbero elementi e le indagini suppletive (disposte dal gip Vartan Giacomelli lo scorso 11 novembre) non avrebbero portato a nulla di nuovo. Ora, la palla è nelle mani del giudice che dovrà decidere se accogliere o meno la richiesta avanzata dal pm Isabella Cavallari durante l'udienza fissata per il prossimo 3 marzo. Il vicesindaco Trombin, nei mesi scorsi, ha ribadito la sua posizione, evidenziando come tutto sia stato fatto «alla luce del sole, senza alcun intento fraudolento». Valerio Franzoni © RIPRODUZIONE RISERVATA