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19/12/2018

Lavori al campo sportivo Bovio il Tar ordina: «La gara è da rifare»

La Gazzetta Del Mezzogiorno

TRANI CARTE BOLLATE
NICO AURORA l TRANI. Tutto da rifare per i lavori di riqualificazione del campo di calcio Giovanni Bovio, in corso Imbriani, adiacente l'omonima scuola media. Il terreno di gioco, tuttora in sansa, sarebbe dovuto essere trasformato in sintetico con annesse una serie di opere, previste nel progetto esecutivo, all'esito dell'apposita gara d'appalto emanata dal Comune di Trani. Il Tar Puglia ha invece accolto il ricorso di una ditta esclusa, la bergamasca Limonta, non ammessa dalla commissione di gara dopo che la stessa aveva concorso al preventivo dell'altra azienda partecipante alla gara, la Generaledil, di Trani, che aveva presentato un suo preventivo dopo avere consultato la stessa Limonta. Secondo la commissione giudicatrice, si sarebbe profilato un palese conflitto di interessi, ma le argomentazioni della Prima sezione del tribunale amministrativo regionale - presidente Scafuri, estensore Allegretta, consigliere Zonno hanno sconfessato tale impostazione e rispedito la palla, è proprio il caso di dirlo, nella metà campo del Comune di Trani, che adesso dovrà probabilmente ripartire punto e a capo. La Limonta, nel ricorso notificato lo scorso 14 settembre, esponeva di essere una società leader nel settore della produzione di campi sportivi in erba sintetica e che, in trentasei anni di attività, ha rivestito circa 200 chilometri quadrati di superfici sportive, avendo all'attivo circa cinquemila installazioni in tutto il mondo. Per questi motivi, aveva partecipato alla procedura aperta per il campo Bovio, del valore di 336.664 euro, da aggiudicarsi secondo il criterio della offerta economicamente più vantaggiosa. L'altro partecipante era la tranese Generaledil. La Limonta veniva in un primo momento ammessa al prosieguo delle operazioni di gara, poi esclusa a seguito di comunicazione della Generaledil: infatti quest'ultima, per partecipare alla procedura di gara, aveva stipulato un contratto di fornitura con la Limonta, salvo poi appurare che anche quest'ultima aveva preso parte al medesimo bando. Da qui il ricorso della Limonta, difesa dall'avvocato Luca Tozzi, di Napoli, contro il Comune di Trani, difeso dal responsabile suo Ufficio legale, Michele Capurso, e nei confronti della Generaledil, difesa dall'avvocato Nicola Loconte, di Trani. Il Tar ha ritenuto il ricorso fondato, accogliendolo, poiché «la circostanza di aver fornito preventivi alle altre imprese che poi hanno partecipato ad una gara non integra una condotta distorsiva della concorrenza, poiché non è detto che l'impresa che chieda tale preventivo poi effettivamente perfezioni l'acquisto, né è certo che lo stesso operatore decida poi di partecipare alla medesima gara d'appalto cui concorre la ricorrente». Comune e Generaledil hanno eccepito rimarcando come, nel caso di specie, «non di preventivo richiesto si trattasse, ma di un vero e proprio contratto di fornitura del manto erboso, la cui efficacia esecutiva era condizionata all'aggiudica zione della gara in favore della Generaledil». Per il Tar, però, «se il fornitore decide di presentarsi anch'esso come partecipante alla gara, non commette alcun illecito concorrenziale, al contrario evidenziandosi, in caso di sua esclusione, una inammissibile violazione del "favor partecipationis", oltre che una illegittima compressione del diritto di iniziativa economica tutelato dall'articolo 41 della Costituzione». Peraltro, «appare obiettivamente assurdo precludere al fornitore la partecipazione alla gara - osserva il collegio -, essendo evidente come sia proprio il fornitore a poter offrire le condizioni di mercato oggettivamente più competitive rispetto a tutti quegli ulteriori soggetti imprenditoriali che, non producendo i beni o i servizi di cui l'Amministrazione necessita, occupano, in definitiva, il ruolo - legittimo ma economicamente meno efficiente - di meri intermediari commerciali della circolazione dei medesimi». Infine, «l'importo del contratto di fornitura del manto erboso del campo da calcio oggetto di gara, stipulato fra la Limonta e la Generaledil - si legge nella sentenza -, ammontava a complessivi 198.189 euro. Ad un mero raffronto fra tale cifra e quella posta a base di gara emerge in modo evidente come residuasse un larghissimo spazio negoziale per formulare una offerta economicamente più vantaggiosa».

Foto: IL PROVVEDIMENTO Il Tar Puglia ha accolto il ricorso di una ditta esclusa, la bergamasca Limonta, non ammessa dalla commissione di gara


Foto: TRANI L'attuale situazione in cui versa il terreno del campo Bovio


Foto: TRANI La sede di Palazzo di città