scarica l'app
MENU
Chiudi
12/08/2020

Lavoratori nelle mense, ora si vede un po’ di luce

Brescia Oggi

LA VERTENZA. Il caso relativo al settore degli appalti scolastici potrebbe vedere presto la svolta
Un incontro in Loggia e una lettera a Acb, Ust, Prefettura e Provincia «Non siano revisionati i capitolati, in termini di riduzioni del servizio»
Potrebbe essere un settembre con qualche speranza per alcune lavoratrici (gli uomini sono in netta minoranza) degli appalti scolastici, che in questi mesi estivi sono, come sempre, senza stipendio; si tratta di oltre 1800 persone nel Bresciano di cui 500 in città, senza le quali le scuole non possono funzionare ma che si trovano anche oggi nella situazione di ogni anno, nonostante la straordinarietà del 2020 e nonostante le richieste a Governo e Regione Lombardia dei sindacati di categoria per un contributo, dopo quattro mesi di stipendi ridotti a circa il 70 per cento e con la cassa integrazione che non a tutte nemmeno è arrivata. SOLTANTO PER CHI lavora nel settore ristorazione nel Comune di Brescia tuttavia (circa 180 persone) qualche possibilità pare ci sia, stando alle garanzie più volte ripetute dall'assessore all'Istruzione Fabio Capra sulla buona situazione delle realtà scolastiche di sua competenza. Il 30 luglio c'è stato il primo incontro tra amministrazione e aziende che gestiscono il servizio di ristorazione nelle scuole dell'obbligo della città (non è detto quindi che lo stesso valga negli altri comuni della provincia) e, spiegano dalla Filcams-Cgil (che insieme a Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil segue queste vertenze), «proprio tenendo conto delle posizioni espresse dal Comune di Brescia, che sembra confermare in tutti i plessi il servizio di ristorazione tradizionale, abbiamo scritto alle aziende per sapere come intendono organizzarsi. Al momento, almeno verbalmente, assicurano che non ci saranno riduzioni anzi forse proprio per gli obblighi derivanti dalla misure anticontagio sarà possibile la necessita di aumento delle prestazioni». I SINDACATI stanno anche agendo in questi giorni per garantire a chi lavorerà che la ripresa dell'attività avvenga in sicurezza e senza penalizzazioni e questo dipende anche dal comportamento dei committenti che appaltano i servizi, ovvero le amministrazioni comunali, poiché nei bandi di gara viene indicato il capitolato in funzione del quale le aziende partecipano e, conseguentemente, definiscono organici e condizioni contrattuali del personale.Per questo i sindacati il 6 agosto hanno scritto una lettera all'Acb (e a Prefettura, Provveditorato e Provincia) in cui valutano «assolutamente inopportuni eventuali interventi di revisione degli attuali capitolati d'appalto, in particolare nei termini di possibili riduzioni degli attuali livelli di servizio», chiedendo quindi «l'avvio urgente di un confronto ad ogni livello». La missiva mette in rilievo l'importanza della mensa da sempre intesa come «momento educativo, lezione teorico-pratica di galateo, buone maniere, convivenza civile, socializzazione, condivisione, senso di gruppo e luogo di attenuazione delle disuguaglianze sociali. Tutti valori condensati nel breve tempo che ragazzi e docenti trascorrono in sala mensa, quindi da considerarsi di forte valenza formativa. Ciò verrebbe meno sostituendolo con la decisione del lunch box in classe, con cibo portato da casa. Infatti, il ministero, indica nelle proprie linee guida questa modalità come residuale solo dove non è possibile effettuare il servizio in modo tradizionale». © RIPRODUZIONE RISERVATA