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28/11/2019

LAVORATORI ABACO NON C’È PEGGIOR SORDO DI CHI NON VUOLE SENTIRE

La Gazzetta Del Mezzogiorno

di GABRIELE ANTONINO* Solo l'interruzione anticipata della recente seduta del Consiglio comunale ha impedito che fosse perpetuata una operazione di macelleria sociale. Laddove fosse stata approvata la proposta di delibera che prevede la internalizzazione della riscossione volontaria dei tributi maggiori (Imu,Tasi e Tari), dei fitti attivi e delle sanzioni per le violazioni del Codice della strada molti degli attuali lavoratori dell'Abaco si sarebbero visti privati del loro posto di lavoro. Nella proposta di deliberazione, infatti, non è stata inserita la clausola sociale che prevede il riassorbimento del personale impiegato dal vecchio gestore del servizio. Sul punto il gruppo consiliare del Partito Repubblicano ha presentato un apposito emendamento, evidenziando come la previsione della clausola sociale anche negli appalti per quei servizi, in cui il costo del lavoro incide meno del 50% sull'importo messo a gara, non è in contrasto con una deliberazione che l'Anac ha adottato su questo argomento. La stessa Autorità Nazionale Anticorruzione ha dichiarato che la previsione della clausola sociale anche in ipotesi diverse da quelle disciplinate dall'art. 50 del Codice degli appalti è assolutamente legittima contrariamente a quanto invece dichiarato dal sindaco. Ma è la stessa impostazione che si intende dare al settore della riscossione dei tributi comunali che lascia perplessi.