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28/06/2019

Lavaggio del cervello ai bimbi per rubarli ai genitori e darli in affido

Libero - SIMONA PLETTO

ORRORE IN EMILIA
Diciotto persone arrestate tra assistenti sociali, medici, psicologi e un sindaco del Pd. I piccoli suggestionati anche con impulsi elettrici. Due di loro sarebbero stati perfino vittime di stupri
■ Dovevano proteggerli, difenderli, invece erano proprio loro a strappare quei bimbi dalle braccia dei genitori falsificando relazioni, manipolando le loro dichiarazioni, facendo lavaggi del cervello per convincerli della malvagità dei loro familiari di origine. Tutto questo per poi darli in affido a conoscenti e dividersi centinaia di migliaia di euro. Un business di affidamenti illeciti quello costruito ad arte a Reggio Emilia da medici, assistenti sociali, psicologi e psicoterapeuti, oltre a politici, liberi professionisti, venuto ora alla luce grazie all'inchiesta aperta a fine estate 2018 dopo un'anomala escalation di denunce da parte dei genitori. Uno scandalo che ha portato all'arresto di 18 persone, di cui 16 legate alla rete dei servizi sociali della Val d'Enza. Tra loro il sindaco Pd di Bibbiano, Andrea Carletti, da poco rieletto con il 79% dei voti, accusato di abuso di ufficio per aver approvato i bilanci irregolari e per aver omesso di effettuare una procedura di evidenza pubblica per l'affidamento del servizio di psicoterapia. Anche Nicolini risponde dello stesso reato per il quale sono cinque gli indagati (anche Federica Anghinolfi, Nadia Campani e Nadia Bolognini). Secondo l'accusa si sarebbero incontrati il 10 dicembre 2018 e, «in violazione del nuovo codice degli appalti del 2016 e delle connesse linee guida dell'anticorruzione», avrebbero dato «illecita prosecuzione» al servizio di psicoterapia che aveva un importo superiore a 40mila euro, procurando così «un ingiusto vantaggio al centro Hansel e Gretel». RICORDI MANIPOLATI La psicoterapia era la principale fonte del business: ogni seduta 'manovrata' dai servizi sociali, costava 150 euro circa, il doppio rispetto ad altre. Nell'inchiesta ribattezzata "Angeli e Demoni" e coordinata dal sostituto procuratore di Reggio Emilia, Valentina Salvi, emerge un giro d'affari di centinaia di migliaia di euro che coinvolge purtroppo decine di bambini. Tra i reati contestati ci sono frode processuale, depistaggio, abuso d'ufficio, maltrattamento su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d'uso. I bimbi, durante le sedute di psicoterapia, venivano suggestionati anche con l'uso di impulsi elettrici. Un sistema spacciato ai piccoli come 'macchinetta dei ricordi', che in realtà avrebbe «alterato lo stato della memoria in prossimità dei colloqui giudiziari». Per esempio una bambina che ribadisce di non capire il motivo per cui non poteva più vedere i genitori naturali, dicendo di volerli riabbracciare. E le psicologhe, le assistenti sociali, insieme alla coppia di affidatari - tutti indagati - che le rispondono, martellandola, con un'incalzare di frasi e domande per instillarle il dubbio. È uno dei dialoghi shock, citati nell'ordinanza del Gip Luca Ramponi, che spiega come i bambini venissero di fatto plagiati, in modo da formare false relazioni, nel sistema smantellato dai carabinieri di Reggio Emilia. «Ma io non mi ricordo perché non li posso più vedere», dice la bambina, le cui parole, di ottobre 2018, furono captate da un'intercettazione ambientale. «Sì, hai detto che non volevi vederlo Sopra, il sindaco Andrea Carletti (Pd) di Bibbiano, appena rieletto. È ai domiciliari perché avrebbe favorito il sistema di affidamento fasullo nell'ambito dell'indagine dal titolo "Angeli e Demoni". Coinvolta anche una Onlus di Torino: "Hansel e Gretel" perché avevi paura che ti facesse del male... che si potesse vendicare... Ti ricordi la paura che hai sentito. Te la ricordi adesso?», le viene risposto dall'affidataria. Subito si inserisce una psicologa: «Quello che tu dirai al giudice il tuo papà non lo saprà, neanche la tua mamma». A dare il via all'inchiesta è stato un disegno che avrebbe dovuto comprovare gli abusi su un minore da parte del padre, ma che in realtà era stato camuffato. Quel braccio che si allungava sui genitali del piccolo, ha scoperto uno psicologo estraneo al giro, era stato aggiunto. Da qui, è emerso che altri disegni di innocenti bambini venivano falsificati attraverso la mirata "aggiunta" di dettagli a carattere sessuale, travestimenti dei terapeuti da personaggi cattivi delle fiabe messi in scena ai minori in rappresentazione dei genitori intenti a fargli del male, denigrazione della figura paterna e materna. Il tutto, spiegano gli investigatori, durante i lunghi anni nei quali i servizi sociali omettevano di consegnare ai bambini lettere e regali dati dai genitori naturali che i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato in un magazzino dove erano accatastati. TITOLARI DI SEXY SHOP Tra gli affidatari dei minori anche titolari di sexy shop, persone con problematiche psichiche e con figli suicidi. Ci sarebbero stati due casi di abusi sessuali presso le famiglie affidatarie ed in comunità, dopo l'illegittimo allontanamento. In un caso si tratterebbe di un bimbo stuprato da un cugino della coppia affidataria. Oltre al sindaco, altre 5 persone sono state sottoposte alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Tra queste la responsabile del servizio sociale dell'Unione di Comuni della Val d'Enza, una coordinatrice del medesimo servizio, un'assistente sociale e due psicoterapeuti di una Onlus di Torino. Ulteriori 8 misure cautelari di natura interdittiva sono state eseguite a carico di dirigenti comunali, operatori socio-sanitari, educatori. Infine altre due misure coercitive del divieto di avvicinamento a un minore riguardano una coppia affidataria accusata di maltrattamenti.