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04/01/2020

L’attualità odierna di Piersanti Mattarella

Alto Adige

Storia in televisione. Oggi un documentario sulle idee del politico assassinato 40 anni fa
Piersanti Mattarella, politico democristiano ucciso il 6 gennaio 1980 «In ciò che ha fatto mio nonno sono molti gli spunti che si riflettono anche oggi nelle necessità del popolo. Tra questi il tentativo di snellire, velocizzare e rendere più trasparente l'attività pubblica, gli interventi contro la corruzione in ambito soprattutto edilizio. E poi il rifiutare fermamente l'appoggio di determinati personaggi che si sono poi rivelati impresentabili, come si direbbe oggi»: lo dice il nipote di Piersanti Mattarella, nel documentario che la rete televisiva Tv2000, controllata dalla Conferenza Episcopale Italiana (Cei), documentario dal tittolo "Le carte in regola, Piersanti Mattarella", manda in onda oggi alle 22.50. A 40 anni di distanza si conoscono i nomi dei mandanti, i più importanti boss di Cosa nostra, ma non del killer che il 6 gennaio del 1980, in Via Libertà a Palermo, sparò e uccise il giovane presidente della Regione siciliana che voleva governare con le «carte in regola». Gli amici, i collaboratori e il nipote, che ne porta il nome, ricordano la figura nell'opera di Piersanti Mattarella. Il suo sforzo innovatore, con le leggi di riforma della burocrazia e della contabilità regionale; la legge edilizia e la riforma delle norme sugli appalti. Tutto in nome della trasparenza, della legalità e dell'efficienza della macchina amministrativa. E poi il profondo rapporto politico e umano,con Aldo Moro, con cui condivide il progetto del compromesso storico e il tragico destino. «Per ragioni anagrafiche - spiega il nipote Piersanti - non ho avuto la fortuna di conoscere mio nonno ma dai racconti che ho raccolto in questi anni emerge come una persona molto estroversa, vivace e simpatica. Dietro lo slogan "le carte in regola" c'è il voler perseverare nel tentativo di raggiungere i propri obiettivi mantenendo la schiena dritta e seguendo un percorso fatto di idee, principi e valori che non potevano essere messi in secondo piano rispetto ad altri interessi». Tra le testimonianze del documentario di Tv2000, a cura di Massimiliano Cochi e per la regia di Lucio Ciavola, quella del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando e dell'ex presidente del Senato, Pietro Grasso, all'epoca sostituto procuratore che si recò sul posto dell'agguato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA