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24/10/2020

«Lascia libere quelle date» Le telefonate inguaiano Lavolta

Corriere della Sera - Simona Lorenzetti

L'ex assessore avrebbe favorito il Parcolimpico di Muttoni per il Forum Mondiale Gli investigatori «Lavolta voleva dimostrare di sapersi staccare dall'influenza del sindaco Fassino»
«Volevo dirti che noi avvieremo una piccola procedura che metterà in evidenza l'enorme disparità dei costi per l'organizzazione del Forum Mondiale, tra le uniche due proposte possibili in città... e quindi sappi che noi dal 13 al 16 ottobre organizziamo questo Forum. Guarda, stiamo parlando di due preventivi clamorosamente diversi». Sono le 18.36 del 17 marzo del 2015 quando i carabinieri intercettano la telefonata che metterà nei guai l'ex assessore all'Innovazione Enzo Lavolta, oggi aspirante candidato sindaco di Torino. Due mesi dopo quella telefonata, la Parcolimpico di Giulio Muttoni vincerà - a discapito di Gl Lingotto Fiere - la gara indetta da Turismo Torino per l'organizzazione del Terzo Forum Mondiale sullo sviluppo economico. In realtà, il bando finisce poi al centro di una battaglia legale tra i due concorrenti di fronte al Tar, strascichi giudiziari che costringeranno Palazzo Civico a rivedere i piani e a ospitare l'evento sotto una tecnostruttura allestita in piazza Castello. Alla fine, quindi, perdono tutti.

Ma per la Procura la gara è truccata. Per questo Lavolta, Muttoni e l'ex senatore del Pd Stefano Esposito sono oggi indagati per turbativa d'asta. I dialoghi catturati dagli investigatori nel corso delle indagini raccontano l'ennesima competizione tra Parcolimpico e Lingotto Fiere Srl e «svelano - si legge negli atti - l'interessamento del senatore Esposito e dell'assessore Lavolta». Il 17 marzo 2015 è una data cruciale sul fronte investigativo, perché quel giorno si intrecciano una serie di telefonate che gli inquirenti giudicano rilevanti. Lavolta chiama Muttoni e lo informa che c'è un'enorme disparità economica tra il suo preventivo e quello proposto dal Lingotto, raccontando anche le difficoltà che ha avuto per giungere alla scelta della location: «Sono arrivato a litigare con questi qui perché sono folli. Ne ho parlato con il sindaco che ovviamente ha capito, finalmente, che questa cosa è insostenibile». A quel punto l'ex assessore anticipa che sarà fatta una gara per portare alla luce la differenza economica tra i preventivi. E poi si raccomanda: «Che almeno si sappia, che non si prenoti quel posto per altre cose, perché se no, poi, siamo inguaiati». Lavolta si premura che la location non venga prenotata da qualche privato e Muttoni lo rassicura che avrebbe subito contattato la responsabile commerciale per lasciare libere le date. Poi il dialogo diventa meno professionale. «So che hai vinto anche una scommessa con Stefano (Esposito, ndr )», scherza Muttoni. E Lavolta risponde: «Ma sì, perché lui mi sfotte sempre, dice che sono schiavo del sindaco... Prima o poi farò valere i 40 centimetri di differenza di altezza». Per gli investigatori, lo sforzo di far cadere la scelta su Parcolimpico «era dunque dettata dalla necessità di Lavolta di dimostrare a Esposito di essere capace di affrancarsi dall'influenza del sindaco Fassino, di uscire dal cono d'ombra». E aggiungono che Esposito «non era indifferente» ai successi dell'amico Muttoni. Terminata la telefonata con l'assessore, il patron di Set Up chiama subito l'ex senatore per fargli un resoconto: «Sarebbe stato veramente un insulto... quindi vedi che non è mai un problema, non c'è mai nessun favore, poi tu, magari hai fatto amichevolmente una telefonata scherzosa di pressione, eccetera... ma, come sempre, alla fine la città..». L'ex senatore replica: «Io non faccio mai telefonate di pressione, faccio semplicemente notare che in quella città danno sempre i lavori a quelli che costano di più». Muttoni svela che ci sarebbe stato un tentativo di convincere Lingotto ad abbassare il prezzo, ma che ci sarebbe stato un rifiuto. «Eh - chiosa l'esponente del Pd -, ma perché si sentono forti delle protezioni politiche che gli garantiscono sempre i lavori». «Infatti - risponde l'imprenditore - dice che è uscito adesso da una riunione con il sindaco, il quale ha dovuto ammettere che a queste condizioni sono costretti a venire da noi». Conclude Esposito: «Contro la sua volontà e contro il fatto che lui è... del Lingotto».


Nel ricostruire gli avvenimenti, gli inquirenti a questo punto eseguono un salto temporale: dal 17 marzo si spostano al 30 giugno. Alle 18.03 l'ex senatore chiama Muttoni: «Solo per complimentarmi». Comunicando così «in anteprima» che la gara per l'organizzazione del Forum si è chiusa a favore di Parcolimpico.


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La vicenda

La Procura ha chiuso l'indagine che ruota intorno a Giulio Muttoni (prima foto dall'alto) , ex patron della società
di spettacolo SetUp Live. Quaranta gli indagati tra cui l'ex assessore della giunta Fassino, Enzo Lavolta, candidato oggi alle primarie Pd (terza foto) . È sospettato, insieme a Muttoni e all'ex senatore del Pd Stefano Esposito (foto in mezzo) , di aver turbato
la gara per l'assegnazione del Terzo forum dello sviluppo economico