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31/10/2018

«Lasceremo di sasso l’Europa»

Corriere della Sera - Michelangelo Borrillo

l'investitura
Matera si prepara alla sfida del 2019. Il sindaco: «Ma sarà solo l'inizio». Verri: «Cultura al centro» Il traguardo L'anno prossimo la città sarà chiamata a diventare Capitale Europea della Cultura Il vice sindaco «Qualche ritardo c'è, ma non ci sono deroghe rispetto al codice degli appalti»
Da «ritardi consistenti» a «giudizio sufficiente». Anche l'analisi, in un primo momento critica, del ministro per il Sud Barbara Lezzi è cambiata negli ultimi mesi, da luglio a ottobre 2018, dopo la sua quarta visita in Basilicata. Matera ce la può fare e ce la farà a presentarsi puntuale all'appuntamento del 2019, l'anno in cui la città dei Sassi vivrà da capitale della Cultura europea.

Alla fine sarà questa l'unica cosa che conterà, il vero miracolo già realizzato ancor prima che si posasse la prima pietra della prima infrastruttura da realizzare: la trasformazione di Matera da ranocchio a principe azzurro, da «vergogna d'Italia» e «infamia nazionale» (le descrizioni, rispettivamente, di Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi in riferimento alla vita nei Sassi) a centro d'Europa. «Sento di essere un privilegiato - spiega oggi il sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri - perché nella mia vita ho visto trasformare i miei sogni in realtà. La nostra idea è sempre stata quella di ridare dignità a un'identità culturale che per alcuni andava occultata sotto il marchio della vergogna. Noi non la pensavamo così». E oggi i fatti gli danno ragione.


Difficile, però, immaginarlo nel 1959, quando l'allora poco più che ventenne De Ruggieri contribuì a fondare il circolo culturale «La Scaletta» che per più di mezzo secolo ha tenuto viva l'attenzione sulle problematiche sociali, economiche e culturali di Matera, salvaguardando i Sassi. Il sogno si è realizzato. Fa niente, quindi, se qualche opera prevista per Matera 2019 non si farà: «Non abbiamo avuto alcun tipo di deroga rispetto al codice degli appalti - spiega il vice sindaco di Matera Giuseppe Tragni - e i progetti che non andranno avanti, come quello del parcheggio vicino alla Cava del Sole, sono stati cancellati per mancanza di tempo». Se c'è una cosa, a Matera, che ha rispettato i programmi è la produzione culturale predisposta dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019. Paolo Verri, il direttore generale, ne è orgoglioso: «Riusciremo a fare tutto quello che avevamo previsto». Dei 48 milioni necessari per la realizzazione del programma culturale, 30 provengono da fondi nazionali, 11 da fondi regionali e 7 da privati: copriranno una programmazione di 48 settimane. Verri sottolinea soprattutto l'importanza di 3 dei numerosi eventi previsti: il primo è la cerimonia inaugurale prevista per il 19 gennaio: «Recupererà la grande tradizione musicale meridionale, dando vita, con 2019 musicisti nelle strade di 27 comuni della Basilicata, a una straordinaria festa di paese».


Il direttore della Fondazione si sofferma, poi, su altri due eventi: «Il primo - in calendario dal 17 maggio al 2 giugno - è il Purgatorio della Divina Commedia, una coproduzione di Fondazione Matera Basilicata 2019 e Ravenna Festival-Teatro Alighieri. Il secondo, dal 1° al 15 agosto, è invece in collaborazione con uno dei teatri più antichi del mondo, il San Carlo di Napoli, per la Cavalleria Rusticana di Mascagni». E dal 2020 cosa sarà di Matera, una volta passato il 2019? «Quello che stiamo cercando di fare - conclude il sindaco De Ruggieri - è di non fermarci a contemplare il ruolo che ha raggiunto Matera ma di utilizzare il 2019 come punto d'avvio per il futuro. Siamo consapevoli che il turismo non può, da solo, garantire il futuro della nostra città ed è per questo che stiamo investendo per diversificare la nostra economia: al nostro bando per l'insediamento di nuove imprese ad alta tecnologia nei Sassi, hanno risposto Centri di ricerca, Università e numerose imprese che hanno sede in tutto il mondo». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il 2019 deve essere un punto di partenza per il futuro. Il turismo da solo non basta

Il vastissimo programma culturale rispetterà tutte le scadenze previste

Non vanno avanti solo quei progetti cancellati per mancanza di tempo e non per altro


Foto:

Raffaello De Ruggieri , sindaco di Matera


Foto:

Paolo Verri direttore della Fondazione


Foto:

Giuseppe Tragni

vice sindaco

Le tappe

Il 17 ottobre 2014 il ministro Dario Franceschini,

a chiusura del percorso di candidatura e

a seguito della valutazione della giuria internazionale, ha proclamato Matera Capitale Europea

della Cultura per il 2019

Il dossier

Il dossier di candidatura è prima di tutto un piano di lavoro concreto per la città,

il territorio

della Murgia,

la regione

e anche la macroaerea sud che va da Bari a Salerno

a Crotone. Un'opera aperta, intitolata «Open Future»

Fondazione

La Fondazione Matera-Basilicata 2019 ha durata fino al 31/12/2022


La sfida

Il prossimo anno la città dei Sassi, inserita nel 1993 nella lista dei patrimoni culturali dell'umanità dell'Unesco, ospiterà 50 settimane di eventi, 330 giorni di programma-zione. Matera 2019 open future , questo lo slogan, vuole veicolare il messaggio che la cultura sia aperta. Tutto

il palinsesto ruota attorno

ai cinque temi presentati

nel dossier di candidatura, che è riuscito

a convincere

la giuria internazionale: Radici e percorsi , Continuità e rotture, Futuro remoto , Utopie e distopie, Riflessioni e connessioni


Foto:

Scorci Una veduta della città con un gruppo di persone impegnate nei progetti di Matera 2019 (la foto è presa dalla pagina Facebook di Matera 2019)