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14/03/2018

L’arresto di Astaldi fa temere lo stop al tunnel Tav

Corriere Fiorentino

L'altro fronte
Ai domiciliari il presidente di Condotte: «A Firenze andiamo avanti». Sindacati preoccupati Paure e speranze La Cisl: «Troppe accelerazioni e frenate, temiamo per i lavoratori» La Cgil: «Ma gli strumenti per ripartire ci sono»
La tempesta siciliana su Condotte arriva a Firenze. L'inchiesta della Procura di Messina che ha portato agli arresti domiciliari il presidente di Condotte Duccio Astaldi, insieme ad altre 11 persone, investe il capoluogo perché Condotte gestisce l'appalto fiorentino dell'Alta velocità. Un progetto in stallo da 5 anni: prima per l'altra inchiesta del 2013, poi per il passaggio di consegne tra aziende, infine per le modifiche al progetto. Sembrava tutto finito, o meglio tutto pronto ad iniziare: prima di dicembre, il governo aveva assicurato che in primavera sarebbero partiti i lavori del tunnel, perché c'era il parere positivo al nuovo «piano delle terre», cioè il via libera al trasporto delle terre del tunnel nella ex miniera di Santa Barbara. L'inchiesta però preoccupa molti, a partire dai sindacati. Condotte, a tarda serata, fa sapere di avere «la massima fiducia nell'operato della magistratura e nel corso della giustizia» e che «continua la sua normale operatività». Una normale operatività bloccata da un altro elemento, oggi: il «piano terre» non è ancora arrivato, pare il ministero dell'ambiente abbia chiesto integrazioni. E Condotte, in difficoltà finanziarie (troppi crediti ancora da riscuotere e troppi debiti da pagare) era già in trattativa con un fondo internazionale, Oxy, che doveva entrare con 100 milioni di capitali acquisendo la maggioranza. Al momento, racconta Stefano Tesi della Filca Cisl «solo 60 persone lavorano al cantiere della stazione Foster, ed hanno una programmazione di un solo mese davanti». Cioè, i lavori in area ferroviaria per la linea 2 della tramvia, tra via Circondaria e Palazzo Mazzoni. «Siamo preoccupati per il futuro - insiste Tesi - Il progetto della Tav ha visto sempre partenze veloci e stop improvvisi. Ora siamo in una situazione simile al 2013». «In situazioni come queste, ci sono le condizioni, previste dal Codice degli appalti, per andare avanti - gli fa eco la segretaria della Camera del lavoro di Firenze, Paola Galgani - ma bisogna comunque aspettare il lavoro della magistratura». La Regione si è già attivata. Da Condotte si insiste: la guida dell'azienda è già passata al vicepresidente, l'operazione con Oxy è in dirittura di arrivo. Tutto bene? Non la pensano così il Comitato No Tav di Firenze, Sì Toscana a sinistra, Sinistra italiana e Potere al popolo che chiedono di fermare i lavori. L'opposto di Rfi, la società di Ferrovie sotto cui ricade l'appalto: auspica la «non interruzioni dei cantieri» e valuterà «le eventuali azioni per garantirne l'operatività». Marzio Fatucchi

Foto: Duccio Astaldi presidente di Condotte, si è dimesso per l'inchiesta

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