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09/09/2020

«L’arco della ricostruzione è un’opera provvisoria: procedura corretta»

QN - Il Resto del Carlino

FIASTRA «L'arco della ricostruzione è un'opera provvisoria e l'ufficio tecnico, in forma corretta, ha predisposto tutto per l'ottenimento dei vari permessi. Mi rivolgo a un legale per capire se vi siano violazioni da parte del consigliere Cocci e della soprintendenza». Parla di livore, di odio, e di minaccia il sindaco Sauro Scaficchia, di Fiastra, dopo che il consigliere di minoranza Marcello Cocci ha reso pubblica la lettera di ammonimento che la soprintendenza ha inviato al Comune circa l'arco della ricostruzione. Scaficchia ritiene che Cocci sia mosso da «livore, trasformato in odio, verso il sottoscritto e l'ex sindaco Claudio Castelletti. Produce interrogazioni su interrogazioni fermando il lavoro dei vari uffici per produrre risposte e documenti richiesti, mettendo in discussione e accusando il responsabile unico del procedimento e il dirigente dell'ufficio Tecnico di incompetenza». In merito all'arco, «gli uffici hanno predisposto tutto per l'ottenimento dei vari permessi, considerando che l'opera sarebbe stata provvisoria, cosi come si evince dalla richiesta di nulla osta inoltrata al Parco nazionale dei Monti Sibillini. L'alloggiamento nel terreno incassando il telaio dell'arco di non più di 30 centimetri, fatto dal personale del Comune, con minimo movimento terra e senza getti di calcestruzzo, non si può considerare opera pubblica soggetta al codice degli appalti. Essendo provvisoria, non necessitava inoltre di autorizzazione della soprintendenza». Saficchia annuncia di rivolgersi a un legale per capire se vi siano state violazioni da parte di Cocci e della soprintendenza, ritenendo che la lettera dell'ente fosse «corrispondenza fra uffici e non atto pubblico da pubblicare» e quindi da non diffondere e anche in riferimento a quella che definisce una minaccia da parte della soprintendenza che ha di fatto inviato un ammonimento.