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19/06/2021

L’appello di Trasporto protetto: «Servono aiuti o chiuderemo»

Gazzetta di Mantova - Barbara Rodella

L'associazione dal 2008 accompagna con i propri mezzi gli anziani alle visite Nel 2018 la rottura della convenzione con il Comune. «Il nuovo bando ci rovina» roncoferraro Il giardino di fronte alle elementari intitolato al dottore roncoferraro
RONCOFERRAROL'associazione Trasporto protetto rischia di chiudere a fine anno se non arriveranno aiuti economici da parte del Comune. A lanciare l'allarme è il presidente Marco Villa, che senza tanti giri di parole ammette: «Siamo in difficoltà». L'associazione, nata nel 2008, non ha più legami con il Comune dal 2018, «ma siamo sempre andati avanti - spiega Villa - con le nostre forze, ossia grazie a donazioni e al 5 per 1000». I rapporti con l'ex sindaco Federico Baruffaldi, che interruppe la convenzione con il Comune, non sono stati dei migliori e la situazione con il primo cittadino attuale Sergio Rossi non sembra tanto diversa. «È fondamentalmente educato, per carità - commenta Villa - ma non ci ascolta».Dopo la rottura della convenzione con il municipio nel 2018, l'organizzazione di volontariato sperava di ritrovare un accordo col nuovo sindaco. «Appena eletto Rossi ci ha parlato di un ipotetico bando - spiega Villa -. Ci ha incontrato, ma ha messo subito le mani avanti sottolineando che il Comune aveva pochi soldi. Lo scorso anno è uscito il bando in cui praticamente non vi era il rimborso delle spese». L'associazione, spiega Villa, gestisce i volontari e anche il servizio Cup (servizio di prenotazione), «funzione che generalmente è di competenza dei servizi sociali. Ha costi vivi per 17mila euro all'anno, ma il bando prevedeva un rimborso di 10mila». Nel budget, aggiunge Villa, «vi erano le assicurazioni per i volontari e per quattro macchine (noi ne abbiamo sei più un pulmino) e si considerava 0,25 centesimi al chilometro per il trasporto. In sintesi per le assicurazioni si arrivava già a 4.500 euro, ne rimanevano 5.500 per i viaggi. Rossi considerava 20mila chilometri circa quando invece noi ne percorriamo il doppio». Inoltre «l'idea del sindaco era di mo modificare al ribasso la tariffa da richiedere alle persone trasportate, per fare bella figura, ma solo per i primi 1.800 chilometri mensili. Poi si sarebbe tornati alle tariffe nostre, che noi tra l'altro manteniamo dal 2017 eche a suo tempo il Comune ci impose. Un paradosso: la stessa persona si trova dunque con due prezzi diversi nello stesso mese. Assurdo».Di tutto questo «ne avevamo parlato col sindaco - dice Villa - ma non ha cambiato direzione». Fatto sta che al bando non ha partecipato nessuno «come immaginavamo - aggiunge Villa -. Noi, che nel frattempo non ci siamo mai fermati, a luglio dello scorso anno abbiamo chiesto un contributo. Rossi ci ha solo risposto che il bando era nato dalle possibilità economiche del Comune e che l'amministrazione avrebbe valutato mezzi e possibilità per l'anno seguente». Ora un anno è passato, «ma del bando nessuna traccia- dice Villa -. Siamo in una situazione critica. La scorta che avevamo accantonato sta diminuendo. Nel 2018 avevamo da parte quasi 40mila euro, ora ci sono 28mila euro. Ne dobbiamo accantonare 15mila per poter diventare associazione riconosciuta e avere personalità giuridica. Una sicurezza in caso di debiti. Altri 10mila devono rimanere poi in caso di emergenze. Restano liberi pochi soldi». Ogni anno l'associazione ha perdite per 7/8 mila euro che compensa in parte con donazioni e 5 per 1000. Il Comune quindi «o prepara un bando - dice Villa - o deve darci dei contributi. Può scegliere anche questa seconda opzione dato che svolgiamo un servizio per la comunità. Ci deve aiutare altrimenti il servizio, con 790 trasporti nel 2020 in pieno Covid e 1232 nel 2019, scomparirà. Bisogna anche trovare nuovi volontari, il problema non può essere solo nostro. Al momento i nostri volontari hanno tutti tra i 70 e gli 80 anni». --Barbara Rodella © RIPRODUZIONE RISERVATA