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15/12/2019

L’appello di Salvini a tutti i partiti “Ripartiamo da cinque priorità”

La Stampa - CAR. BER.

Mossa a sorpresa del leader leghista: "All'Italia serve un comitato di salvezza nazionale" Il M5S non ci sta, Di Maio: "Ignoriamolo". Il Pd apre al dialogo sulla legge elettorale L'ex vicepremier: "Superare lo steccato tra maggioranza e opposizione"
ROMA «Facciamo un passo oltre, faccio un appello a tutti quelli che hanno a cuore il Paese: fermarsi, riflettere, decidere quali sono le cinque priorità del Paese, farle insieme, farle in fretta e poi tornare a votare». Approfitta del No tax day a Milano, Matteo Salvini, per una svolta moderata che segna un cambio di registro. Un appello bipartisan a scrivere le regole insieme, che pur se condito dal refrain delle urne, va registrato, per molteplici motivi. Sulle nuove regole del gioco che la maggioranza sta scrivendo, il leader leghista vuole dire la sua. Ecco perché, se pure senza l'ufficialità di pubbliche dichiarazioni, è sul punto della legge elettorale che il Pd lo sfida a scoprire le carte. «La situazione è grave, molto grave, e merita di superare lo steccato opposizione-maggioranza. Al governo c'è gente inadatta, è evidente anche ai più loro stretti parenti», dice Salvini. «La Lega va oltre l'interesse di parte e si mette in gioco. Noi chiamiamo tutti attorno al tavolo da Leu a Forza Italia e vediamo». Ed eccolo entrare nel merito. «Diamoci cinque priorità: risparmio, infrastrutture, burocrazia, politiche di crescita e tutela della salute. Ci mettiamo attorno a un tavolo, riscriviamo le regole del gioco. In un mese condividiamo le cose su cui siamo d'accordo». Con una chiosa illuminante sulla legge elettorale, alla luce di quanto successo in Gran Bretagna, dove il vincitore si è visto fin dalla sera stessa in modo lampante. «Il sistema elettorale inglese è assolutamente premiante, ma non voglio far morire l'Italia di legge elettorale e siamo disponibili a ragionare su altro», aggiunge il capo leghista. E qui si apre il filo di dialogo con i Dem. Chi in Parlamento segue la delicatissima trattativa sulla legge elettorale sostiene che Salvini abbia bisogno di mostrarsi affidabile e non «sfascista» alla vigilia del giudizio della Corte Costituzionale sul referendum di Calderoli per il sistema maggioritario. E se questa è la cornice entro cui inquadrare la svolta moderata della Lega, ecco perché dai più autorevoli esponenti del Pd di stanza in Parlamento, viene una considerazione molto precisa. Fermo restando che il Pd vuole fare le riforme ma non far cadere il governo, di scrivere le regole insieme se ne può parlare eccome, dicono i Dem. Quella di non far cadere il governo è una spada ferrea piantata sul terreno, tanto che ogni discussione con i grillini e Renzi sulla legge elettorale non approderà al voto delle Camere se non alla vigilia di future elezioni. Per intendersi: se un accordo di maggioranza dovesse vedere la luce, sarebbe depositato in commissione con tutti gli onori del caso, ma non finirebbe nel tritacarne dell'Aula: perché verrebbe impallinato dai franchi tiratori, per il terrore (legittimo) che una volta varata una nuova legge elettorale si andrebbe dritti alle urne. Ecco dunque la reazione che trapela dai Dem: «Si vedrà la serietà delle proposte di Salvini sulla legge elettorale. Lega, Pd e 5 stelle sono d'accordo sul sistema spagnolo con i collegi piccoli e uno sbarramento naturale. Oltre il 70% del Parlamento dunque. Se la proposta di Salvini è seria, si parta da lì. Se poi invece il leader leghista si vuole accordare con partitini del 3% (leggi Renzi) per far saltare tutto, allora significa che le sue parole sono solo uno spot». E se è vero ciò che dice un ministro di peso, ovvero che da settimane Salvini cala nei sondaggi e prova a cambiare immagine, facendo tattica per mettere in crisi i 5Stelle, si capisce perché Di Maio ai suoi dica «una proposta del genere non merita risposta, ignoriamolo». I PUNTI PROPOSTI DAL SEGRETARIO LEGHISTA 2 1 Infrastrutture Il leader leghista chiede di sbloccare i fondi per le infrastrutture strategiche Tagliare la burocrazia Salvini critica il governo per la mancata modifica del codice degli appalti 3 Politiche di crescita L'idea è andare oltre alla manovra che, per la Lega, fa poco per le imprese 4 Tutela della salute L'obiettivo leghista è di non dimenticare i presidi sanitari periferici 5 Legge elettorale Salvini cita il "modello" britannico ma è pronto a trattare su altri sistemi

Foto: Il segretario della Lega Matteo Salvini, 46 anni, ieri a Milano per il "No Tax day" organizzato alla Camera di commercio CLAUDIO FURLAN/LAPRESSE