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17/03/2020

L’appello dell’Ance ai costruttori edili «Fermiamoci subito serve coraggio»

La Provincia Pavese - Giovanni Scarpa

La lettera del presidente Righini alle imprese associate «Meglio lo stop di 15 giorni che rischiarne uno più lungo» sì alla chiusura
Giovanni ScarpaPAVIA. «Meglio chiudere 15 giorni che rischiare un periodo molto più lungo di inattività. O, peggio ancora, mettere in pericolo la salute dei propri lavoratori». Alberto Righini, presidente pavese di Ance (Associazione nazionale costruttori edili, circa 200 imprese 4mila addetti) chiede misure estreme per fermare il Coronavirus. Una posizione drastica, ma irrinunciabile in questo momento. l'invito«Invitiamo a un atto di responsabilità gli imprenditori, chiedendo di interrompere le attività lavorative, o comunque sospendere i lavori alle stazioni appaltanti, fatto salvo quelle imprescindibili e d'urgenza, per la tutela dei lavoratori, delle famiglie e di tutta la popolazione - scrive Righini in una lettera inviata a tutti gli associati - in questi giorni siamo al cospetto di un'emergenza senza precedenti. I fatti di queste ultime settimane, l'aggravarsi negli ultimi giorni, stanno mettendo a dura prova il nostro sistema paese».«Ritengo sia opportuno da parte delle imprese far verificare in tutti i cantieri in corso e la tipologia di lavori oggetto degli appalti, in relazione alle disposizioni emanate dai decreti ministeriali in materia di contenimento dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 e alle misure urgenti per il contenimento del contagio - prosegue il presidente dell'associazione dei costruttori edili pavesi - qualora non si ravvisino le condizioni di sicurezza minime previste dai decreti va considerata la responsabilità e l'obbligo del datore di lavoro di tutelare la salute dei lavoratori, la responsabilità imprescindibile della stazione appaltante e della direzione lavori, oltre alla la responsabilità penale nel caso di mancato rispetto delle disposizioni previste dal decreto del governo proprio in materia di coronavirus». «atto responsabile»«Ance Pavia - sottolinea ancora Righini nella sua lettera agli altri imprenditori del settore - in considerazione di quanto sopra, invita a un atto di responsabilità gli imprenditori: interrompere le attività lavorative, chiedendo comunque la sospensione dei lavori alle stazioni appaltanti, fatto salvo quelle imprescindibili e d'urgenza, per la tutela dei lavoratori, delle famiglie e di tutta la popolazione. Ci uniamo al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, chiedendovi un atto di coraggio che capisco sia difficile e doloroso, ma penso che tutti uniti si vinca questa difficile sfida».Fin qui la lettera ufficiale. «Ora serve trovare una strada univoca, una linea per poter andare avanti o saranno davvero guai, non solo in questo settore _ aggiunge poi Righini - noi imprenditori, ancora una volta, siamo chiamati a un enorme sacrificio senza avere alcuna certezza. Al momento mancano regole chiare, indicazioni precise da parte del governo, su come applicare queste disposizioni di emergenza in caso di sospensione dell'attività. Ancora una volta siamo chiamati a prenderci responsabilità che vanno oltre il nostro ruolo. Ma sia chiaro, in questo caso lo facciamo senza discutere perché qui c'è in ballo la sicurezza dei lavoratori, la salute di tutto un Paese che è in ginocchio a causa di questa terribile epidemia. Vadano avanti solo i cantieri davvero urgenti, che riguardano la sanità o altri settori di comprovata importanza. Tutti gli altri sospendano l'attività». --