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02/06/2019

L’appello degli industriali: “Per il Sud serve più coraggio”

La Repubblica - Roberto Fuccillo

Martedì assemblea pubblica
«La situazione è quel che è. Leggiamo molti appelli, ma siamo sostanzialmente bloccati. Speriamo almeno che ora il richiamo di Visco serva a qualcosa».
Vito Grassi, presidente dell'Unione industriali di Napoli, farà esplicito riferimento alla relazione del governatore della Banca d'Italia, per quanto riguarda gli investimento al Sud, e aprirà così martedì prossimo l'assemblea pubblica della sua organizzazione, dedicata appunto alla competitività del Mezzogiorno. In un clima di forte preoccupazione per l'economia del Paese e del Sud in particolare. «Parleremo molto di infrastrutture materiali», dice Grassi. E infatti alla tavola rotonda, che sarà il clou della mattinata, parteciperanno l'amministratore delegato di Gesac, Roberto Barbieri, a dire la sua sul ruolo dell'aeroporto di Capodichino, e il presidente della Autorità portuale Pietro Spirito, ma anche Luca D'Agnese, il direttore che in Cassa depositi e prestiti si occupa appunto di infrastrutture e pubblica amministrazione, Massimo Simonini, direttore generale di Anas, nonché Paolo Gallo amministratore delegato di Italgas e Carlo Tamburi, presidente di Enel Italia. Il tutto davanti al presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Stefano Buffagni, e con la speranza di una partecipazione solidale anche delle due autorità locali, il predente della Regione Vincenzo De Luca e il sindaco Luigi de Magistris. Quello che è certo è che Grassi chiederà una accelerazione soprattutto su quegli investimenti infrastrutturali che «soffrono ancora di procedure lunghissime e tempi non competitivi». L'obiettivo è «potenziare il partenariato e il ricorso al project financing, ancora troppo timido da parte della pubblica amministrazione». L'ipotesi è rifarsi ai modelli inglesi dove «i rischi sono tutti a carico dei privati. Così si dà un impulso al Pil e si riduce il rapporto col debito pubblico». Grassi invoca «più coraggio», un patto fra pubblico e privato, che scavalchi le paure indotte dagli enti di controllo, ma che non arrivi fino alla abolizione dell'abuso di ufficio proposta da Matteo Salvini: «C'è paura a firmare - ammette Grassi - ma la eliminazione di un reato, detta così d'emblée, sembra più che altro un elemento provocatorio. E anche sul decreto sblocca-cantieri, ci convince non tanto la revisione del codice degli appalti, quanto l'articolo 183 che apre appunto a migliori forme di contrattazione fra pubblico e privato». Intanto la cronaca propone la crisi di Whirlpool. «Il 4 c'è un tavolo a Roma - dice Grassi - l'impoverimento industriale ci intristisce.
Speriamo che il governo metta in campo qualsiasi strumento almeno perché venga osservato l'accordo di ottobre, in attesa di verificare le possibili riconvesioni».

Foto: kPresidente Vito Grassi