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25/06/2020

L’appalto per la rimozione delle porte

La Repubblica - Ilaria Carra

Le carte
Il sospetto forte degli investigatori è che il sistema di tangenti abbia inquinato anche gare ormai datate, che risalgono a quasi 15 anni fa.
Ma il cui svolgimento potrebbe aver condizionato anche i più recenti problemi delle frenate pazze di cui da tempo soffre il metrò milanese. Sono stati raccolti «elementi su un episodio di corruzione» del 2006 per «l'assegnazione dell'appalto relativo al sistema di segnalamento» della linea M1, la Rossa, «nel cui contesto sono emerse le recenti criticità», cioè le brusche inchiodate e i feriti. È il procuratore capo Francesco Greco a spiegarlo. ● a pagina 5 Il sospetto forte degli investigatori è che il sistema di tangenti abbia inquinato anche gare ormai datate, che risalgono a quasi 15 anni fa. Ma il cui svolgimento potrebbe aver condizionato anche i più recenti problemi delle frenate pazze di cui da tempo soffre il metrò milanese. Sono stati raccolti «elementi su un episodio di corruzione» del 2006 per «l'assegnazione dell'appalto relativo al sistema di segnalamento» della linea M1, la Rossa, «nel cui contesto sono emerse le recenti criticità», cioè le brusche inchiodate e i feriti. È il procuratore capo Francesco Greco a spiegarlo, facendo il punto sulle indagini relative ai casi di corruzione contestati negli appalti Atm. Del resto, tra gli indagati nell'inchiesta figurano anche la società Alstom Ferroviaria, che per 80 milioni realizzò ai tempi il sistema di segnalamento per la linea 1, e alcuni suoi dipendenti. L'azienda su questo per ora frena: «Per quello che abbiamo letto non abbiamo trovato nelle carte una correlazione diretta tra le frenate e i fatti spiacevoli di oggi: l'arrestato è stato tentato di turbare le gare, ma non ha influenzato il contenuto» ha affermato il direttore di Atm, Arrigo Giana, ieri durante una commissione consiliare del Comune. Il problema delle frenate brusche sulla 1 e la 2 è ormai noto da anni in città. Ma nell'ultimo biennio ha avuto un'evoluzione negativa. Il treno che viaggia normalmente e, a un certo punto, inchioda per un'anomalia ravvisata nella marcia, facendo cadere i passeggeri a bordo e causando feriti. Tra il 2018 e il 2019 è successo oltre cento volte, provocando quasi 140 feriti più o meno gravi. Il problema, come ha più volte spiegato l'azienda di trasporti, è legato ai "falsi positivi", circostanze nelle quali il sofisticato sistema di sicurezza delle linee che regola il dialogo tra il treno e i binari rileva delle anomalie che in realtà non esistono o sono marginali. E dunque provoca la frenata d'emergenza.
Sulla vicenda la procura milanese, già da tempo, sta indagando per l'ipotesi di rischio di disastro colposo. L'azienda ha individuato nel sistema di segnalamento uno dei principali indiziati di queste inchiodate.
Per questo dall'anno scorso sta cercando dei correttivi. Entro ottobre il sistema dovrebbe diventare più "intelligente" e riconoscere la differenza tra le interruzioni di segnale minime (e quindi irrilevanti) da quelle concrete (che richiedono veramente una frenata d'emergenza). Per la linea 1, Giana aveva già introdotto altre misure. Come l'eliminazione delle porte anti suicidio alla stazione di Sesto San Giovanni, che creavano interferenze con il sistema.
Ed è proprio su questi lavori che la procura ha acceso un faro nella nuova inchiesta. Il funzionario di Atm Paolo Bellini si interessò a questo intervento attraverso l'azienda Mad System a lui riconducibile. In un'intercettazione del marzo 2019 il suo capo, Francesco Gilardoni, oggi in pensione, riferisce a Bellini che «stiamo cercando di eliminare tutte le cause che possono provocare frenature d'emergenza, tra cui ci sono anche le porte di banchina» a Sesto, e gli chiede un preventivo. «Lascia attiva solo una banchina e l'altra la demolisco... tieni conto ci vogliono almeno due settimane piene a smantellare», replica Bellini. Subito dopo Bellini fa un'altra chiamata per avvisare del lavoro Domenico Benedetto, titolare dell'ex Ivm oggi Mad System e anche lui in manette: «Può darsi che Atm dopo gli incidenti che ci sono stati in metrò abbia forse deciso di smantellare le porte di Sesto» e «m'han chiesto più o meno di preventivare». E aggiunge: «Tu fai quattro conti, tieni conto che hai due settimane compreso sabato e domenica». In pratica, stando alle accuse, Bellini «ha assegnato la commessa a quella che si è poi manifestata essere una sua società occulta».
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Foto: jI soccorsi Dal 2018 al 2019 sono state almeno cento le frenate improvvise sulle metropolitane che hanno causato la caduta dei passeggeri