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28/02/2020

«L’appalto per la fibra è una cosa grande»

Il Messaggero

Rimessa in attività una ditta ferma: un figlio del boss prestanome per accedere alle white list della Prefettura
L'INCHIESTA
Ndrangheta e appalti pubblici: le manovre per le concessioni relative alla posa della fibra ottica tra Panicale e Piegaro, e di altri appalti in Italia, partono due anni fa. Quando c'è una ditta inattiva da rimettere in moto ma con un grosso problema: il titolare ha problemi con la giustizia.
«Volevo, perché forse c'è la possibilità, magari, che mi davano in sub-appalto direttamente questi lavori! Siccome io, bene o male, capisci, poi magari, non lo so, si ho l'iscrizione e tutte cose, però magari è capace, che si blocca qualche cosa, cercano qualche cosa che non ho...». Quel qualcosa che non ha è l'assenza di processi penali in corso, condizione necessaria e imprescindibile per iscrivere una ditta nella white list delle Prefetture e poter accedere così al sistema degli appalti e sub appalti per le opere pubbliche.
Ma questa condizione Domenico Laurendi, capo dell'omonima famiglia considerata di ndrangheta e tra i boss di Sant'Eufemia d'Aspromonte (Reggio Calabria) non può averla e rischia per questo che la sua ditta possa, si legge nell'ordinanza, «essere pregiudicata nell'assegnazione di appalti, dal momento che il reale proprietario risultava ancora imputato del reato di associazione di stampo mafioso nel processo Xenopolis».
Per questo nel 2018 si attiverà per trasferire l'azienda al figlio Diego, che ancora va a scuola, e farlo diventare titolare dell'azienda LD immobiliare e costruzioni srl.
Perché «se ci danno il subappalto autorizzato da Open Fiber è una cosa grande».
Quello che colpisce sono anche i tempi. Perché tutte le procedure per fare in modo di poter entrare nel novero delle ditte subappaltatrici per Open Fiber (con la società detentrice dell'appalto ovviamente completamente estranea a quanto contestato dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria) terminano tra marzo e aprile del 2019: una ditta ferma da anni, con l'intestazione che gli investigatori definiscono fittizia da padre a figlio diventa così nel giro di pochi mesi pronta a prendere subappalti importanti. Proprio in quei mesi, tra fine 2018 e inizio 2019, viene dato il via al cantiere di Panicale per la banda ultralarga con i lavori che dovranno coprire il borgo, la zona di Tavernelle e anche lungo la via Pievaiola.
Ma soprattutto, si arriva all'alba del 25 febbraio 2020 quando Rocco Laurendi (altro figlio del boss) il cugino Diego Orfeo e Giuseppe Carmine Napoli vengono arrestati in un B&B di Castiglione del Lago dalla squadra mobile: ospiti della struttura perché impegnati nella realizzazione del cantiere stradale per la posa della fibra ottica tra Panicale e Piegaro.
Michele Milletti