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02/12/2018

L’appalto per i cimiteri finisce al Tar

Il Gazzettino

Contestato pure il numero di dipendenti: con due addetti non sarebbe in grado di svolgere tutti i servizi previsti
MONSELICE
Una nuova bufera si è abbattuta su Palazzo Tortorini dopo l'aggiudicazione della gara per l'affidamento dei servizi cimiteriali, quali seppellimento, manutenzione, apertura e chiusura dei cimiteri comunali e operazioni di polizia mortuaria. Con la determina del 18 ottobre scorso, si è aggiudicata l'appalto la ditta Arte Funeraria GS di Mingardo Silvano & C., con un ribasso d'asta del 41,125% e un importo di circa 113 mila euro, al quale bisogna poi aggiungere l'Iva e circa 4.500 euro di oneri per la sicurezza. L'aggiudicazione è stata però contestata dalla ditta che si è piazzata al secondo posto e che ha deciso di rivolgersi al Tar del Veneto, presentando formale ricorso. Per la seconda classificata, infatti, la scelta dell'ente si scontrerebbe con l'articolo 28, comma 2, della legge regionale numero 18 del 2010, che recita: «La gestione dei cimiteri è incompatibile con l'attività funebre e con l'attività commerciale marmorea e lapidea interna ed esterna al cimitero». Tra le attività principali della ditta vincitrice dell'appalto, come la ricorrente ha appurato da una visura camerale, si annovererebbero infatti proprio la costruzione di monumenti cimiteriali, la lavorazione del marmo e la sua posa in opera. E ora cosa succederà? Per la ditta che ha presentato ricorso al Tar del Veneto la determina di aggiudicazione pubblicata da Palazzo Tortorini deve essere annullata e la ditta Arte Funeraria deve essere esclusa dalla gara.
IN GIUDIZIO
Il Comune di Monselice, dal canto suo, ha deciso di costituirsi in giudizio. Pare che argomento della difesa saranno i tempi in cui si debba considerare tale incompatibilità. Per l'ente, insomma, se la ditta cesserà quella parte di attività considerata incompatibile dopo l'aggiudicazione della gara non ci sarà una vera incompatibilità. La ditta ricorrente aveva poi definito illogica la scelta del Comune, visto che la ditta vincitrice dell'appalto ha ad oggi solo due lavoratori. Troppo pochi per svolgere tutti i servizi previsti dall'appalto? Anche questa osservazione, secondo il Comune, sarebbe aggirabile: nulla vieterebbe alla ditta vincitrice di assumere i dipendenti che si rendessero necessari per l'espletamento di tutti i servizi previsti. La querelle, insomma, si appresta a finire in tribunale. Come già successo, del resto, per la gara per la manutenzione del verde pubblico urbano, che per un errore burocratico dovrà essere rifatta. Lo ha stabilito proprio il Tar del Veneto, che ha accolto il ricorso presentato da una ditta privata contro il Comune.
Camilla Bovo