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10/07/2020

L’appalto dei misteri

La Repubblica - Chiara Spagnolo

Lo scandalo
Dall'inchiesta su Pisicchio emerge il ruolo del dirigente del settore Tributi del Comune L'amministrazione lo ha subito spostato in un ufficio di quartiere. Ombre sulla gara
Dubbi sulle assunzioni nella società che si è aggiudicata la gara del Comune di Bari per il supporto al servizio di riscossione tributi, ma anche sulla gara stessa. Prosegue l'inchiesta su un presunto giro di appalti e finanziamenti pubblici pilotati a cui avrebbero fatto da contraltare assunzioni volute da politici: in primis l'assessore regionale all'Urbanistica, Alfonso Pisicchio. L'indagine si concentra su procedure messe in atto dalla Regione e da alcune società partecipate nonché su una del Comune di Bari, che nel frattempo ha trasferito il dirigente sotto inchiesta: quel Francesco Catanese che era alla guida del settore Tributi e ora al terzo Municipio. L'amministrazione comunale ha avviato verifiche interne sull'iter della gara.
● a pagina 3 Dubbi sulle assunzioni nella società che si è aggiudicata la gara del Comune di Bari per il supporto al servizio di riscossione tributi, ma anche sulla gara stessa. Prosegue l'inchiesta su un presunto giro di appalti e finanziamenti pubblici pilotati a cui avrebbero fatto da contraltare assunzioni volute da politici: in primis l'assessore regionale all'Urbanistica, Alfonso Pisicchio.
L'indagine si concentra su procedure messe in atto dalla Regione e da alcune società partecipate nonché su una del Comune di Bari, che nel frattempo ha trasferito il dirigente sotto inchiesta: quel Francesco Catanese che era alla guida del settore Tributi e ora al terzo Municipio.
L'amministrazione comunale ha avviato verifiche interne sull'iter della gara vinta dalla Golem di Giovanni Riefoli, l'imprenditore che il pm Claudio Pinto considera punto di riferimento di Enzo Pisicchio, fratello dell'assessore e suo tramite nella sistemazione di potenziali elettori in ditte che si aggiudicavano appalti pubblici. Verifiche sulla gara sono in corso anche da parte del Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza, che il 1° luglio ha acquisito la relativa documentazione, così come ha fatto per le gare che hanno portato la Plus Innovation (sempre riconducibile a Riefoli) a vincere il bando per il Cup dell'Istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari e di quello del De Bellis di Castellana Grotte.
Fra le carte al vaglio c'è il bando del maggio 2018 per "l'affidamento delle attività di supporto alla gestione e riscossione volontaria e coattiva della Tarsu, Tares, Tari, Ici, Imu". Una gara per quattro anni e con importo a base d'asta di 5,5 milioni. I concorrenti erano quattro: Golem in associazione temporanea con Creset e Arca Servizi; Andreani tributi con Ica srl; Municipia con Engineering e Abaco e infine Soget.
Quest'ultima era stata esclusa a causa di irregolarità e poi riammessa dal Tar. L'ati Creset-Golem-Arca aveva stracciato le altre grazie a un punteggio tecnico elevato, considerato che aveva ottenuto 80 punti, grazie ai quali aveva distaccato la Soget (64) e le altre due (54 Municipia e 52 Andreani). Sull'offerta economica, invece, l'associazione capeggiata da Creset era andata peggio, avendo offerto di svolgere il servizio per 5,1 milioni a fronte dei 4,4 di Andreani e 4,2 delle altre due ati.
Per l'offerta economica Golem e le sue associate aveva avuto 16 punti mentre le altre ne avevano presi 19 e 20. La somma del punteggio tecnico ed economico aveva comunque portato Creset-Golem-Arca sul podio con 96,40 punti. Nel verbale conclusivo della commissione giudicatrice - del 13 dicembre 2018 - veniva quindi decretata la vittoria, ma anche evidenziato che «all'esito delle valutazioni complessive la prima classificata presenterebbe profili di superamento della soglia delle anomalie, avendo conseguito 65,75 punti nell'offerta tecnica (prima della sua riparametrazione) e 16,40 nell'offerta economica».
Rispetto a tali questioni, era scritto nel verbale, «ogni valutazione definitiva è rimessa all'attenzione del Rup», il responsabile unico del procedimento: il dirigente Catanese, che - sospetta la Procura - potrebbe aver cercato di favorire l'ati di cui faceva parte la Golem di Riefoli.
Il pm, del resto, non ha mancato di evidenziare che la moglie di Catanese, Maria Fiore, sia stata assunta in un'altra società di Riefoli, la Plus Innovation, che nello stesso periodo si è aggiudicata altri appalti pubblici al De Bellis e al Giovanni Paolo II. Sulla legittimità delle procedure non hanno dubbi gli Istituti tumori e neppure il Comune di Bari.

Foto: kLe verifiche La Guardia di finanza sta indagando su una serie di appalti


Foto: kPalazzo di città Il Comune ha trasferito al terzo Municipio l'ex direttore del settore Tributi, Francesco Catanese