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01/10/2021

L’Antitrust vede rischi sul Pnrr da corruzione e burocrazia

Avvenire - LUCA MAZZA

L'ALLARME Nella relazione in Parlamento il presidente dell'Authority Roberto Rustichelli avverte sul pericolo che gli ingenti flussi di risorse previsti non riescano a tradursi tempestivamente in opere pubbliche
' L Antitrust lancia l'allarme sul possibile rallentamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza tra i rischi legati alla corruzione e le complicazioni della burocrazia. «Le incognite sull'attuazione del Pnrr sono molte, a partire da un quadro normativo ipertrofico che fa da freno agli investimenti - ha avvertito il presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato Roberto Rustichelli -. Il rischio è che gli ingenti flussi di risorse previsti dal Pnrr non riescano a tradursi tempestivamente in opere pubbliche, quindi in investimenti e in infrastrutture». Il campanello d'allarme è suonato a Palazzo Madama, dove Rustichelli ha illustrato davanti alle cariche istituzionali la relazione annuale dell'Autority mettendo in guardia dai pericoli di un possibile rallentamento al maxi-piano di investimenti previsto dal Pnrr. Nel complesso, a prescindere dagli effetti sul programma legato ai fondi europei, il presidente dell'Antitrust ha ricordato che «la corruzione resta un fenomeno radicato» e «se si considera che oggi il 74% dei procedimenti in materia di corruzione riguarda il settore degli appalti pubblici, in particolar modo le procedure di gara (82%), piuttosto che gli affidamenti diretti (18%), una riflessione urgente si impone». Venendo al nodo burocratico, tra gli ostacoli da superare Rustichelli ha elencato il Codice degli appalti che «con le sue farraginosità e complicazioni, rischia di ostacolare il conseguimento degli ambiziosi obiettivi assegnati al nostro Paese. Per questo l'Autorità ha richiamato con forza la necessità di semplificare la normativa vigente in un settore che rappresenta l'11% del Pil nazionale». La lotta agli illeciti, secondo il numero uno dell'Autority, non passa da nuovi provvedimenti: «Troppo spesso, in nome di una malintesa cultura della legalità, ci si affida alla formulazione di nuove regole come argine rispetto al rischio di comportamenti illeciti. In realtà, l'elefantiasi normativa si traduce in una moltiplicazione dei luoghi e delle occasioni di corruzione. Il mercato necessita di poche regole, chiare e proporzionate». Dalla lotta alla corruzione alla sburocratizzazione i suggerimenti dell'Autority al governo non sono certo mancati. Concentrandosi sull'attività dell'Autorità, invece, Rustichelli ha sottolineato la forte crescita dei risarcimenti ai consumatori messi in atto dalle imprese al centro delle istruttorie dell'Antitrust. «Sulla base dei procedimenti per i quali sono disponibili dati definitivi - ha spiegato Rustichelli - l'insieme di questi interventi, concernenti diversi e importanti settori economici (dai trasporti aerei e marittimi ai servizi bancari e finanziari, dai prodotti assicurativi alla fornitura di energia elettrica e gas) ha comportato il riconoscimento di ristori a beneficio di oltre 580mila consumatori, per un importo complessivo restituito superiore ai 34 milioni di euro». Una pratica giudicata particolarmente efficace da Rustichelli visto che «non solo contribuisce ad accrescere la fiducia nelle istituzioni da parte di soggetti deboli e privi della capacità di ottenere, da soli, adeguata tutela dei propri diritti, ma promuove anche un modello di comportamento virtuoso da parte delle imprese che migliora la loro reputazione sul mercato ed il rapporto con i consumatori». Con uno sguardo più internazionale, infine, l'Antitrust ha invitato a fare di più sulla global minimum tax che, di fronte ai veri e propri paradisi fiscali nati anche nell'Ue, potrebbe non bastare ad abbattere la concorrenza sleale tra Stati. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: La sede dell'Agcm, in piazza Giuseppe Verdi, a Roma