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09/06/2021

L’antimafia blocca i lavori al Palazzetto

La Nuova Sardegna - di Giovanni Bua

Interdittiva del prefetto di Napoli per la Ser.Co.Ge. Il Comune concede 15 giorni per risolvere o l'appalto sarà revocato
di Giovanni BuawSASSARIUna bomba è deflagrata nel cantiere dei lavori di ampliamento del PalaSerradimigni, aperto il 13 luglio 2020 e ufficialmente chiuso da una settimana. La Ser.Co.Ge, ditta esecutrice del maxi appalto da 10 milioni, la cui prima trance si sarebbe dovuta concludere entro novembre, è stata raggiunta nei giorni scorsi dall'informativa di interdittiva antimafia emessa dal prefetto di Napoli, che di fatto le impone lo stop di ogni attività. Un provvedimento contro cui la società cooperativa con sede a Caserta ha fatto ricorso al Tar Campania, comunicando nel mentre al consorzio Stabile Integra la necessità di chiudere immediatamente il cantiere sassarese, fino alla risposta del tribunale amministrativo.Richiesta accolta da Palazzo Ducale, che però non ha intenzione di aspettare che la Ser.Co.Ge rientri nella white list, e ha dato al consorzio Integra un termine ultimativo di 15 giorni, che scadrà tra poco più di una settimana, per risolvere la situazione, pena la risoluzione (prevista dal codice anti-mafia) dell'appalto.Una prospettiva da incubo per tutti, con inevitabili strascichi legali ma soprattutto effetti dirompenti sul cronoprogramma dei lavori, particolarmente complessi e completati per circa il 30%. Rimettere tutto in discussione infatti brucerebbe, ad andare bene, l'estate, momento più propizio per alcune lavorazioni particolarmente complesse e assolutamente da fare a impianto non operativo. E di fatto farebbe slittare tutto il piano di ampliamento, che già necessita di almeno due anni di lavori, almeno di un ulteriore anno.Una soluzione in realtà ci sarebbe, e Palazzo Ducale l'avrebbe messa nero su bianco nella sua lettera di risposta al consorzio Integra. Nel codice degli appalti è infatti previsto che, in situazioni simili, un consorzio stabile che si aggiudica un appalto possa semplicemente cambiare l'esecutore dei lavori. In attesa di capire come si svilupperà l'interdittiva per la Ser.Co.Ge insomma, i lavori potrebbero passare a un'altro consorziato. Semplicemente forse non è l'aggettivo migliore, visto che la procedura è comunque abbastanza complessa, il nuovo consorziato va indicato, vanno fatte tutte le verifiche di sorta, bisogna riaccanterarsi. Ma niente a che vedere con l'ipotesi di stracciare tutto e ripartire da capo, in un appalto in cui peraltro, nonostante la posta sul piatto di quasi dieci milioni, al primo giro non c'era stata la fila per partecipare, visti i margini ridottissimi, a causa degli alti costi dell'acciaio, la complessità delle lavorazioni, per di più per la maggior parte da eseguire a palazzetto aperto, e i tempi ultra-contingentati.