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16/09/2020

L’Anticorruzione: «Parking via Fara bisogna azzerare la gara d’appalto»

Corriere della Sera - Simone Bianco

Il cantiere contestato
Giudizi durissimi su tutta la vicenda del parcheggio di via Fara e una raccomandazione: proseguire nei lavori ma rispettando le regole. La delibera dell'Autorità nazionale Anticorruzione è arrivata ieri, dopo più di due anni di istruttorie e valutazioni sul progetto per il parcheggio in Città Alta. L'Anac attribuisce alla concessionaria, Bergamo Parcheggi, responsabilità nei ritardi e negli extra costi e traccia un limite: non si può assegnare l'appalto alla terza in graduatoria, dopo l'abbandono del cantiere della Collini. Serve una nuova gara.

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La delibera dell'Anticorruzione ci ha messo due anni ad arrivare, ma ora che c'è condizionerà il futuro di un'opera con un passato molto difficile. Per l'Anac il sentiero su cui i lavori per il parcheggio di via Fara in Città Alta possono proseguire è stretto e non può non passare attraverso una nuova gara d'appalto. Significa, come minimo, un altro anno di ritardo su un cantiere che avrebbe dovuto chiudersi a inizio 2019 e invece è ancora a metà. Ma azzerare l'appalto, dopo l'abbandono del cantiere della Collini nel 2019, è l'unica via per proseguire i lavori. L'alternativa, chiarisce l'autorità, è solamente la risoluzione del rapporto tra il Comune di Bergamo e la concessionaria, Bergamo Parcheggi.


La procedura che ha portato alla delibera (depositata il 9 settembre) prende le mosse nel 2018 da una segnalazione all'Anac di Marcello Zenoni e Fabio Gregorelli, ai tempi consiglieri comunali del M5s. In una prima fase, dopo l'istruttoria, erano già emerse criticità, che il testo della delibera approfondisce. L'Anac ripercorre la vicenda, il primo atto di concessione nel 2004, il cantiere avviato nel 2008 con conseguente frana, i guai giudiziari legati al materiale utilizzato dall'impresa Locatelli (allora parte di Bg Parcheggi) nel cantiere, il lungo stop fino alla ripresa dei lavori nel 2017 e l'abbandono del cantiere da parte della Collini, cui era stato assegnato il più recente appalto. Secondo Anac non ci sono dubbi sul fatto che i ritardi e l'aumento dei costi siano attribuibili tutti a Bergamo Parcheggi (e sul diritto del Comune di applicare penali alla concessionaria) né sulla conseguente possibilità di risolvere i contratti da parte di Palafrizzoni, perché nel frattempo - con l'uscita di Locatelli e altri soci - la concessionaria aveva perso i requisiti necessari a portare avanti il project financing.


Le cose hanno preso un'altra piega e nel 2016 si è giunti a una transazione, per poi riprendere i lavori affidandoli alla Collini. Una procedura su cui l'Anticorruzione esprime forti perplessità. La scelta che però ritiene non a norma, e dunque «preclusa», sarebbe affidare alla terza azienda nella graduatoria della gara del 2017 (la Rota Nodari) i lavori in sostituzione della Collini, come vorrebbe fare ora Bg Parcheggi. Un percorso sul quale proprio il Comune di Bergamo ha espresso forti dubbi, tanto da esporli all'Anac chiedendo un parere, che ora è arrivato.


L'Anticorruzione conclude il proprio documento con una raccomandazione: «Tenuto conto che il Comune di Bergamo ha espresso il persistente interesse pubblico alla prosecuzione dell'opera, le parti potranno individuare una modalità di prosecuzione del rapporto alle medesime condizioni attuali e senza ulteriori modifiche contrarie all'assetto normativo, che comunque non consente di superare le criticità già evidenziate». Tradotto: nonostante le enormi riserve su un'opera nata male e proseguita peggio, il parcheggio va terminato, ma senza scorciatoie.


Simone Bianco

© RIPRODUZIONE RISERVATA

16

anni

il tempo trascorso
dalla prima firma sulla concessione
per l'opera
in Città Alta
a Bergamo Parcheggi


Foto:

Fermo da mesi il cantiere in via Fara


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In sospeso

Da diversi mesi i lavori in via Fara sono fermi