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02/06/2020

L’Anticorruzione bacchetta il Comune sulle due mostre

Gazzetta di Mantova - Sandro Mortari

Per Anac illegittimo l'affidamento dell'organizzazione a Electa senza il bando «Via Roma avrebbe dovuto valutare sul mercato delle soluzioni alternative» chagall e Braque a Palazzo della Ragione
Sandro MortariL'affidamento diretto (senza gara pubblica) a Mondadori Electa, da parte del Comune di Mantova, dell'organizzazione delle due mostre su Chagall e Braque a Palazzo della Ragione nel 2019 ha violato il codice degli appalti e, quindi, è da ritenere illegittimo. Lo ha deliberato il consiglio dell'Autorità nazionale anticorruzione, l'Anac, predisponendo l'invio del documento al Comune e ad Electa. Va detto che non sono previste sanzioni per aver violato la legge, se non una di natura morale. Via Roma respinge ogni accusa e ha subito impugnato l'atto davanti al Tar del Lazio, competente per le decisioni dell'Anac. Il dispositivo dell'autorità assomiglia ad una tirata d'orecchi, con l'invito al Comune a non utilizzare più quel metodo di affidamento. «Ha fatto così anche la giunta Sodano, ma nessuno ha avuto nulla da ridire» si difende il sindaco Mattia Palazzi.Le due mostre avevano suscitato un vespaio di polemiche politiche proprio sulle modalità organizzative e sui costi per il Comune (150mila euro più Iva per "Marc Chagall come nella pittura così nella poesia" e 100mila più Iva per "Braque vis a vis"), tanto che alcuni deputati dei Cinque Stelle avevano presentato un'interrogazione all'allora ministro per i beni culturali Bonisoli. Adesso arriva la delibera dell'Anac, nel cui dispositivo si legge che si è mossa in seguito ad una segnalazione del nucleo speciale antitrust della Guardia di Finanza di Roma. Entrambi gli affidamenti a Mondadori Electa sono avvenuti tramite l'utilizzo della procedura negoziale senza bando. Per Anac il codice degli appalti ammette la possibilità di affidare un appalto di servizi con quella procedura «quando i servizi possono essere forniti unicamente da un determinato operatore economico, per una serie di ragioni tassativamente indicate dalla norma». Nel caso del Comune quando «lo scopo dell'appalto consiste nella creazione o nell'acquisizione di un'opera d'arte o rappresentazione artistica unica». Il Comune, invece, non ha acquistato opere d'arte poiché quelle in mostra sono state concesse in prestito; inoltre Electa non è «un artista». Non solo. Il Comune non ha verificato, con una consultazione preliminare di mercato, se quel servizio poteva essere fornito da un altro operatore. Anac sottolinea che «Mondadori Electa non risulta», sul mercato dell'organizzazione di mostre e grandi eventi, «l'unico operatore economico in grado di fornire il servizio». Il Comune si è difeso sostenendo che quella mostra era stata pensata in esclusiva per Mantova e, dunque, era infungibile, insostituibile. Per l'Anac, però, i concetti di infungibilità e di esclusività non sono sinonimi: il bisogno del Comune poteva essere soddisfatto anche ricorrendo ad altre soluzioni. Che, invece, non sono state verificate attraverso consultazioni preliminari o indagini di mercato. Visto che voleva organizzare un generico «programma espositivo sulle avanguardie artistiche del 900» il Comune avrebbe potuto valutare, in alternativa alla proposta di Electa, «ulteriori soluzioni di altri operatori in grado di offrire progetti ideati e allestiti ad hoc per Mantova sulla stessa tematica, ad esempio tramite il prestito di altre opere provenienti da altri musei di pari importanza, eventualmente a condizioni economiche più vantaggiose». --