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08/07/2021

L’ANPCI CHIEDE DI PARTECIPARE ALLA STATO-CITTÀ. PRONTO MANIFESTO ANTI-BUROCRAZIA

ItaliaOggi

L'Anpci chiede di entrare a far parte, con piena legittimità e in forma paritaria rispetto alle altre associazioni delle autonomie, della Conferenza Stato-città e di tutte le Commissioni governative di studio in materia di enti locali. La richiesta è stata formalizzata ieri nel corso della presentazione del «Manifesto Anpci» tenutasi presso la Sala conferenze Nassiriya di palazzo Madama. L'evento, intitolato «Ascoltare il battito del territorio» punta a sensibilizzare la politica e l'opinione pubblica sulla necessità di realizzare vere semplificazioni sui punti cruciali che continuano a imbavagliare l'azione amministrativa dei piccoli comuni. Dalla farraginosa disciplina dell'abuso d'ufficio al codice degli appalti, dall'Anac alla legge Severino. Alla conferenza stampa sono intervenuti la presidente Anpci Franca Biglio, il consulente Anpci Vito Mario Burgio e il sindaco di Coriano (Rn) Domenica Spinelli. «Ho sottoscritto convintamente, in qualità di sindaco, il Manifesto che Anpci propone», ha osservato Spinelli secondo cui il decreto legge Reclutamento (dl n.80/2021) rischia di realizzare più danni che benefici. Dall'abolizione del nulla osta sulla mobilità al poco spazio nei concorsi per i giovani neo laureati e neo diplomati, per non parlare della mancanza di una visione di lungo periodo, visto che al termine dei 3/5 anni il rischio è che si crei «un altro squadrone di precari della p.a. al quale si dovrà porre rimedio con consuete norme di dubbia legittimità costituzionale». Il consulente Anpci Vito Mario Burgio ha invece puntato l'attenzione sul reato di abuso d'ufficio, oggetto dal 1990 ad oggi di tre interventi di riforma, l'ultimo dei quali nel 2020 con la legge 120 che «cerca ancor più di restringere il campo di azione della norma penale attribuendo rilevanza solo alle fonti primarie». «Ma», ha osservato Burgio, «questa ulteriore modifica non riguarda l'ipotesi nelle quali è presente un conflitto tra l'interesse pubblico da perseguire attraverso l'obbligo di astensione in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto, con il rischio che quello che il legislatore fa uscire dalla porta, la giurisprudenza lo faccia rientrare dalla finestra sotto forma di persecuzione di altri reati simili». «Sorge spontanea la considerazione», ha proseguito Burgio, «che, qualunque sia formulazione della norma, sarà l'applicazione e l'interpretazione che ne ha fatto e ne farà la giurisprudenza, a spaventare e a paralizzare il funzionario pubblico e i sindaci». Da qui la fuga del cittadino dalle cariche politiche e del dipendente dal potere di firma. "Fin quando l'abuso d'ufficio sarà presente tra i reati dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione, è plausibile e a quanto pare inevitabile che ai tentativi di neutralizzazione operati dal legislatore continui a contrapporsi la reazione uguale e contraria della giurisprudenza per rivitalizzare l'incriminazione, in una storia senza fine"ì», ha concluso. L'Anpci chiede l'abolizione del reato ritenendo che lo strumento più idoneo potrebbe essere una netta depenalizzazione. Sulla riforma del Codice appalti, per la quale il consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge delega lo scorso 30 giugno, l'Anpci non nasconde le proprie preoccupazioni «perché il governo ne lascia la stesura al solo Consiglio di Stato che può utilizzare, magistrati Tar, esperti esterni e rappresentanti del libero foro e dell'Avvocatura generale dello Stato, mentre ,ancora una volta ,gli amministratori e i tecnici degli enti locali che agiscono in prima linea, vengono lasciati fuori, al massimo verranno consultati». «Gli interventi di oggi«, ha concluso Biglio, «evidenziano l'attenzione degli amministratori locali sui loro territori e la profondità giuridica e politica delle loro proposte. Le cosiddette Sentinelle del Paese chiedono di diventare partecipi delle scelte strategiche che riguardano le loro comunità e chiedono di entrare a far parte con piena legittimità e in forma paritaria della Conferenza Stato-città e di tutte le commissioni governative di studio». _ _ _ _ _ _ © Riproduzione riservata  _ _ _ _ _

Foto: La presentazione del Manifesto Anpci in Senato