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05/06/2019

Landini scalda i camalli «Democrazia a rischio, gravi i fatti di Corvetto»

Il Secolo XIX

oltre 400 persone all'assemblea cgil nella sala chiamata del porto GENOVA
Il leader della Cgil: «Assistiamo a una deriva autoritaria» Magni: «Lega vince a Cornigliano perché alimenta paure»
Mario De Fazio «Quanto accaduto qui a Genova, con il pestaggio del giornalista Stefano Origone è un fatto grave e pericoloso che va denunciato. Ma è grave anche che il Comune non abbia dato il patrocinio al Liguria Pride». Ha scaldato la sala chiamata del porto e le circa quattrocento persone arrivate per l'assemblea convocata dalla Cgil, il segretario nazionale Maurizio Landini. Denunciando il «pericolo di una deriva autoritaria e la voglia di un uomo solo al comando» ma anche «i rigurgiti di fascismo e razzismo, la regressione culturale e la logica totalitaria alimentate da chi indica nel più debole il problema della diseguaglianze», Landini non ha lesinato stoccate al governo. Ad ascoltarlo una sala stracolma di camalli e delegati sindacali, buona parte dei quali ha preso parte alle manifestazioni antifasciste di piazza Corvetto in concomitanza con il comizio di CasaPound. E proprio il ferimento del giornalista di Repubblica, Stefano Origone, manganellato mentre seguiva, da cronista, le manifestazioni, è stato ricordato all'esordio del suo intervento da Landini che, condannando il gesto «grave e pericoloso» dei poliziotti coinvolti ha però riconosciuto come siano «importanti sia l'indagine interna che il fatto che quattro poliziotti si siano presentati in Procura per parlare». Ma l'antifascismo come valore da «far rivivere nel presente», per il segretario della Cgil è legato alla difesa della democrazia e alla dignità del lavoro, «tornato a essere una merce che si compra e si vende», sempre più «precario e instabile». Fenomeni che inducono le persone ad avere paura e quindi, è il ragionamento di Landini, a «una domanda di uomo-forte, di soluzioni autoritarie». E qui, per il leader Cgil, si apre la critica al governo giallo-verde e a chi «ha stipulato un contratto di governo tra privati, mettendo in discussione il Parlamento e la democrazia rappresentativa». Nel mirino soprattutto il leader leghista Matteo Salvini che, «in un Paese di corrotti ed evasori vuole bloccare il codice degli appalti per due anni» e che promuove un'autonomia differenziata che «va contrastata perché divide il Paese, ognuno deve avere gli stessi diritti in ogni zona d'Italia». Critiche in parte condivise dal presidente emerito della Corte Costituzionale, Giovanni Maria Flick, che ha condannato i fatti di piazza Corvetto come «episodio intollerabile e di estrema gravità» anche se «un profilo di fiducia è la differenza che si coglie tra la reazione di oggi e le violenze di rappresentanti delle forze dell'ordine nel 2001 nella scuola Diaz o nella caserma di Bolzaneto». L'ex ministro di Giustizia ha poi criticato il decreto sicurezza che «lega immigrazione e sicurezza, ascrivendo tutti i migranti come soggetti pericolosi». Ma l'assemblea di ieri ha fornito anche l'occasione per alcune considerazioni sul voto europeo in città. Per il segretario della Camera del Lavoro di Genova, Igor Magni, «la capacità di stare tra la gente e di affrontare politiche di tutela dei lavoratori devono essere al centro di una politica di sinistra», altrimenti «in alcuni quartieri tradizionalmente operai, come ad esempio Cornigliano, la Lega fa il pieno di voti non certo sulla base di politiche di difesa dei lavoratori o su nuove vere politiche sociali, ma sulla paura che hanno trasmesso alle persone». -

Foto: Maurizio Landini ha parlato davanti a 400 persone


Foto: BALOSTRO