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13/10/2019

Landini: lotta serrata all’evasione fiscale Infortuni, 17 mila i morti in dieci anni

Messaggero Veneto - Massimo Pighin

Il segretario generale della Cgil è intervenuto ieri a Villanova In primo piano anche la detassazione degli scatti salariali i 100 anni della camera del lavoro
Massimo PighinNon soltanto quota 100, ma l'intera questione delle modifiche alla Fornero. La detassazione degli aumenti salariali e il rinnovo dei contratti pubblici. La rivalutazione delle pensioni, anche attraverso l'estensione della quattordicesima, la lotta all'evasione fiscale. Queste le priorità che la Cgil chiede al governo di affrontare, «non solamente con la nuova legge finanziaria, ma anche con un disegno chiaro sulle linee delle leggi di bilancio dei prossimi tre anni», come ha spiegato il segretario generale Maurizio Landini, intervenuto ieri al centenario della Camera del lavoro di Pordenone, nel quartiere di Villanova. «La grande priorità - ha dichiarato - è ridurre la tassazione sul lavoro per aumentare i salari reali. Le risorse per farlo ci sono, a partire dall'impegno a ridurre i 109 miliardi di evasione fiscale, di cui 35 di sola Iva».Tanti i temi affrontati da Landini, a partire da quelli legati all'attualità. Al centro del tavolo con il governo, per esempio, anche il tema delle politiche industriali. Landini, in attesa dell'incontro convocato dal ministero per il 18 ottobre, valuta positivamente alcuni segnali del governo, come l'apertura del tavolo sul contrasto agli infortuni sul lavoro (una strage che ha fatto 17 mila vittime negli ultimi 12 anni). «Sono in aumento le morti sul lavoro: è una strage. Si continua a morire come avveniva 40-50 anni fa, è chiaro che bisogna agire. Devo riconoscere che i nuovi ministri di Lavoro e Salute hanno convocato un tavolo per affrontare il problema: è un inizio, rappresenta un segnale positivo. Serve più formazione. Abbiamo chiesto di introdurre uno schema a punti: le imprese devono avere una patente relativa agli infortuni sul lavoro, chi supera una certa soglia non deve poter partecipare agli appalti. Sono necessari, inoltre, più ispettori per attuare maggiori controlli. Altro fattore fondamentale: molti incidenti si stanno verificando là dove ci sono subappalti e appalti al massimo ribasso. È necessario far prevalere un'idea di qualità del lavoro, anche imprenditoriale».Chiaro il messaggio di Landini anche sul caporalato. «Bisogna applicare con forza la legge approvata dal Parlamento - ha sottolineato -. È necessario, tra le varie cose da fare, uscire dalla logica della stagionalità del lavoro agricolo: anche le imprese devono fare la loro parte. In molti casi il caporalato non lo fa chi ha la pelle scura, ma chi ce l'ha bianca come noi. Per questo servirebbero più ispettori e nuove assunzioni nelle forze di polizia. Si deve colpire chi utilizza il caporalato in modo più preciso di quanto avvenuto sino a oggi».Secondo il numero uno della Cgil, poi, «è fondamentale far ripartire l'economia attraverso una strategia di politica industriale e facendo partire i cantieri sulle grandi opere: ce ne sono fermi 70-80, importanti non soltanto per dare lavoro, ma perché riguardano strade, ferrovie, infrastrutture sociali come asili, scuole e ospedali. Altrettanto determinante è ragionare su come favorire la riconversione del nostro sistema industriale verso produzioni a elevato contenuto tecnologico e basso impatto ambientale». Quanto al fronte dei contratti, la Cgil rivendica azioni concrete del governo non soltanto sul rinnovo dei contratti pubblici, che coinvolge oltre 3 milioni di lavoratori, ma anche sulla detassazione degli scatti salariali dei prossimi rinnovi dei contratti privati, la cui platea sfiora i 10 milioni di persone. Sul tavolo anche il nodo degli ammortizzatori sociali, che per il segretario generale vanno potenziati «per evitare che questa nuova fase di rallentamento economico produca un'ondata di licenziamenti».Questi i messaggi lanciati da Landini in una giornata in cui, con l'aiuto degli storici Enzo Pagura e Gian Luigi Bettoli e con testimonianze di sindacalisti di lungo corso come il presidente della Fondazione Luigi Di Vittorio Carlo Ghezzi, la Cgil di Pordenone ha cercato di tendere un filo tra il passato e le sfide del presente. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI