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19/12/2018

L’Ance spera nella ripresa delle commesse pubbliche

Il Gazzettino

IL PRESIDENTE CAVALLIN TIRA LE SOMME DELL'ANNO PER I COSTRUTTORI EDILI: «LUNGA FASE DI STALLO, SERVE UNA REVISIONE DEL CODICE DEGLI APPALTI»
EDILIZIA
MESTRE «Ormai le nostre imprese vivono alla giornata in attesa che ripartano le commesse pubbliche». Mastica amaro Ugo Cavallin, presidente dell'ANCE Venezia, nel descrivere lo stato in cui versa il comparto dell'edilizia in provincia di Venezia. Un anno di completo stallo quello che sta per concludersi, fa sapere l'associazione veneziana dei costruttori edili, con un fatturato complessivo cresciuto di uno striminzito 2% in gran parte determinato da piccoli committenti privati che hanno per lo più colto l'occasione offerta dal Piano Casa, la cui recente proroga al 31 gennaio 2019 è stata infatti salutata dai costruttori come una manna dal cielo, nella speranza che i prossimi interventi non si limitino alle sole singole unità immobiliari ma riguardino intere porzioni di città.
DEMOLIRE PER RICOSTRUIRE
«Nella logica di una riqualificazione urbana invocata da tutti ma fin qui attuata in misura assai modesta. Anche in provincia di Venezia bisogna spingere sull'istituto delle demolizione e ricostruzione - sottolinea Ugo Cavallin che non deve essere più considerato un tabù, ma un motore della rigenerazione del territorio». Ma per il 2019 le speranze dei costruttori veneziani poggiano soprattutto sulla ripartenza degli investimenti pubblici, a partire dalle infrastrutture e dagli interventi di edilizia scolastica annunciati dal Comune di Venezia e da altre amministrazioni comunali. «In questi ultimi anni di recessione il comparto dell'edilizia ha subito un colpo durissimo ricorda Cavallin e ha visto quasi sparire i grandi appalti pubblici che hanno sempre rappresentato un grande volano per l'economia. E' una crisi che è dipesa anche da una normativa diventata sempre più complessa e vincolistica, orientata più al rispetto delle procedure che non ad assicurare la realizzazione dell'opera a regola d'arte e nel rispetto dei tempi e dei costi previsti.
«Da questo punto - osserva ancora il presidente di Ance - di vista il Codice dei contratti del 2016 ha dato un colpo mortale ad un settore che stava uscendo con fatica dalla crisi economica. Le nostre imprese sono asfissiate dalla burocrazia e siamo costretti a lavorare più con gli avvocati che con i tecnici. Per realizzare un'opera pubblica di medie o grandi dimensioni ci vogliono 15 anni, quindi l'unica soluzione è una profonda revisione del Codice degli appalti, sempre promessa ma mai attuata».
IL CAPITOLO MOSE
Tracciando bilanci e progetti futuri per ANCE Venezia pensare ai grandi appalti pubblici significa affrontare anche il delicato capitolo MOSE. «Siamo molto soddisfatti dell'annuncio della ripresa dei lavori di ultimazione dell'opera e delle altre opere complementari - spiega Cavallin e accogliamo con favore la scelta dei Commissari e del Provveditore Linetti di puntare sulle piccole e medie imprese del Consorzio per procedere con l'esecuzione dei lavori. Siamo convinti che la fase di emergenza giudiziaria sia sostanzialmente ormai alle spalle e che sia arrivato il momento di procedere ad una rapida conclusione dei lavori».
Paolo Guidone
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