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13/10/2018

L’Anas nel mirino di partiti e sindaci

La Nuova Sardegna

Pigliaru: ci è stato garantito che la 195 riaprirà in pochi giorni, saremo vigili
SASSARITutti contro l'Anas. Chi con toni più accesi chi più sfumati, tutti chiedono alla società delle strade di darsi una mossa. A partire dal governatore Francesco Pigliaru, che anche ieri ha effettuato un sopralluogo sul cantiere della statale 195 per Capoterra. «È assolutamente essenziale che questa strada riapra il prima possibile. Anas conferma che concluderà in pochi giorni. Cosa che ci auguriamo, perché conosciamo bene l'urgenza e la rilevanza della 195 per tutte le persone che abitano in questa parte della Sardegna. Da parte nostra, continueremo a monitorare da vicino la situazione». Augurio ribadito dall'assessore a Lavori pubblici Edoardo Balzarini, che ha parlato di un lavoro «che ha coinvolto diversi enti: l'Anas, che una volta tanto ha risposto tempestivamente, per la parte principale, ma non dimentichiamo anche il contributo degli enti locali, in particolare del Comune di Capoterra e del Cacip, nel ridisegno di una viabilità alternativa, fino al ripristino dell'asse principale, che speriamo duri solo pochi giorni».Meno diplomatico il suo predecessore Paolo Maninchedda. «C'è un solo nome da fare: Anas. Noi dobbiamo scrollarci di dosso questo mostro di Stato inconcludente e pachidermicamente lento, che fa manutenzioni ridicole (quando le fa). Oggi esiste la società delle infrastrutture della Sardegna - ricorda il leader Pds, riferendosi all'Anas sarda prevista nella nuova legge sugli appalti - ma bisogna capitalizzarla». E poi c'è il problema del costo delle manutenzioni delle infrastrutture regionali. «Anche se i partiti politici sono restii ad ammetterlo - osserva Maninchedda - la Sardegna ha bisogno di 100 milioni l'anno». L'Anas finisce anche nel mirino del senatore Christian Solinas, leader del Psd'Az. «Il dissesto che la 195 ha subito è il risultato di negligenze e di lentezze amministrative con l'Anas che a distanza di un decennio non ha portato a compimento la nuova strada, nonostante fosse finanziata». Un coro a cui si unisce anche la sindaca di Pula, Carla Medau. «Della 195 parlavano i nostri padri ora siamo nelle condizioni di dover raccontare la sua storia ai nostri nipoti senza che nel frattempo si sia trovata una soluzione. Come amministratori non siamo più nelle condizioni di tutelare i nostri cittadini: è ora di dire basta. La Regione deve puntare i piedi e il ministro dei Trasporti Toninelli venga nell'Isola per rendersi conto di che cosa stiamo parlando».

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