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22/06/2021

L’Anac: «Troppi appalti senza bando»

Avvenire - ANTONIO MARIA MIRA

LA RELAZIONE ALLE CAMERE
Il presidente Busia insiste sul rischio di «sovrapposizioni» governative rispetto all'Autorità «Più alti» i pericoli di illegalità, dati gli investimenti previsti dal Pnrr, perciò serve «un impegno collettivo per evitare che corruzione o cattiva amministrazione dirottino le risorse nelle mani sbagliate»
Roma I « n uno dei suoi romanzi, Honoré de Balzac spiega che gli uomini, per farsi strada, possono usare il proprio talento, impegnandosi per valorizzarlo, ovvero farsi largo con la corruzione, superando gli altri con sotterfugi e inganni». Cita il grande scrittore francese il presidente dell'Anac, Giuseppe Busia, concludendo la relazione annuale dell'Autorità anticorruzione. Ma nel documento è l'attualità a dominare. «Ai considerevoli investimenti previsti nel prossimo futuro si associano più alti rischi e quindi maggiori responsabilità. Occorre dunque un impegno collettivo per evitare che corruzione o cattiva amministrazione dirottino le risorse nelle mani sbagliate e ne compromettano l'impiego per i beni primari, come l'ambiente, la salute, l'istruzione e le infrastrutture. Ben vengano dunque controlli a vari livelli di governo, evitando però inutili sovrapposizioni istituzionali e salvaguardando la necessaria indipendenza delle istituzioni di vigilanza e controllo». Un evidente riferimento alle iniziative annunciate dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta. Mentre l'Anac, rivendica Busia, è «una scelta felice del legislatore, che ha inteso concentrare in un'unica Autorità indipendente le funzioni di vigilanza e regolazione in materia di prevenzione della corruzione, imparzialità, trasparenza e contratti pubblici». Ma dal presidente arriva anche un appello: «La pandemia ci ha insegnato che quando si riconosce un bene come universale, si è tutti uniti per difenderlo e si ottengono risultati straordinari. Come la salute pubblica, la legalità è l'essenza del vivere comune e solo con la consapevolezza e l'impegno di tutti è possibile difenderla». E legalità non vuol dire rallentare gli appalti. Busia lo sottolinea coi dati dell'Anac su tutti i contratti pubblici banditi in Italia. Ebbene, nel 2020 il valore complessivo di quelli con importo pari o superiore a 40mila euro, è di 178,8 miliardi di euro, con un aumento dell'1,7% rispetto al 2019, nonostante il rallentamento causato dalla pandemia. Nella relazione l'Anac segnala che «prosegue la crescita del mercato iniziata nel 2017 subito dopo l'entrata in vigore dell'attuale Codice dei contratti pubblici: rispetto ai dati del 2016 si registra un incremento nel valore complessivo degli importi a base d'asta dei bandi pari a circa il 75%». Numeri "dedicati" a chi dice che il Codice, invece, blocca i lavori. Piuttosto, avverte l'Anac, nella stragrande maggioranza dei casi (l'86,6%) si è utilizzata una procedura negoziata senza bando o un affidamento diretto. In particolare, spicca l'aumento del 242% dell'affidamento diretto di lavori fino a 150mila euro registrato nel secondo semestre del 2020. «Tale tendenza - prevede Busia - potrebbe essere addirittura accentuata a seguito dell'emanazione del decreto legge n. 77 del 31 maggio 2021, che ne estende la portata per i servizi e le forniture entro la soglia di 139mila euro fino al 30 giugno del 2023». Certo, ammette il presidente, «si deve guardare con favore l'indicatore in termini di incremento degli affidamenti, ma - avverte - occorre anche evidenziare che una tanto ampia sospensione della concorrenza fra imprese inciderà sull'assetto del mercato, riguardando il 58% degli affidamenti di lavori e il 53% di quelli per servizi e forniture, nei quali opera un tessuto di micro, piccole e medie imprese, tanto rilevanti per l'assetto produttivo del nostro Paese». Con rischi, ovviamente, anche per trasparenza e legalità. Perché la corruzione non molla. Lo dimostrano le segnalazioni di whistleblowing , l'istituto per la tutela del dipendente pubblico che riferisce illeciti o irregolarità di cui è venuto a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro, e al quale è garantita riservatezza e tutela. Nel 2020 le segnalazioni pervenute all'Anac sono state 622, con una riduzione del 28,75%, soprattutto a causa delle restrizioni Covid-19.

Foto: Il presidente dell'Anac Giuseppe Busia