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15/06/2021

L’Anac punta sulla trasparenza

ItaliaOggi Sette - ROXY TOMASICCHIO

Il presidente Giuseppe Busia spiega gli effetti del dl Semplifi cazioni sul ruolo dell'Autorità
La lotta alla corruzione passa dalla digitalizzazione
Procedure più veloci e trasparenti, affinché sia chiara la traccia di ogni euro speso per i contratti pubblici, grandi o piccoli che siano. Una evoluzione che passa attraverso la digitalizzazione, ma che non parte da zero: nella banca dati dell'Anac, già si contano 53 milioni di contratti. All'interno della quale sarà disponibile il fascicolo virtuale dell'operatore economico, ossia non più informazioni sparse, ma un'unica banca dati in cui trovare i documenti necessari per partecipare alle gare. E a queste si affi ancherà la piattaforma che accorpa in un portale unico di Anac tutti i dati delle pubbliche amministrazioni in materia di trasparenza, per renderli uniformi. A fare il punto sul nuovo ruolo dell'Autorità nazionale anticorruzione, più incentrato sull'attività di vigilanza preventiva, anche alla luce delle novità del cosiddetto decreto Semplifi cazioni (il dl 77/2021), è il presidente Giuseppe Busia, in vista della relazione alla camera dei deputati, il 18 giugno, la prima dalla nomina, avvenuta a settembre dello scorso anno. Domanda. Il decreto legge Semplificazioni ha rafforzato il ruolo di Anac con il potenziamento della Banca nazionale dei contratti pubblici gestita dall'Autorità anticorruzione. In cosa consiste? Risposta. Per raggiungere gli obiettivi sui quali ci siamo impegnati in Europa, serve uno sforzo straordinario. La digitalizzazione sarà lo strumento fondamentale, e Anac svolgerà un ruolo centrale in questo. La banca dati unifi cata e interamente gestita da noi è già un'eccellenza europea. Abbiamo ricevuto diversi premi per essa. Vogliamo farne il nuovo perno della trasparenza dei contratti pubblici (già ora la banca dati di Anac contiene 53 milioni di contratti, censiti negli ultimi dieci anni, per circa 2.340 miliardi) e insieme uno strumento che consentirà di seguire nel tempo anche l'andamento della realizzazione delle opere pubbliche. Lo facciamo già per le grandi opere strategiche fornendo le informazioni al parlamento. Questo consentirà anche ai cittadini di verificare come vengono spesi i soldi pubblici e così valutare l'operato dei governanti. Alla fi ne dello scorso anno abbiamo creato un cruscotto di ricerca attraverso il quale è possibile ricavare tante informazioni importanti, e via via arricchiremo tali servizi. Vogliamo promuovere la digitalizzazione dei contratti dalla programmazione fi no al pagamento dell'ultimo euro: questo rende le procedure più veloci, più trasparenti e aumenta anche la sana competizione fra le imprese, consentendo di premiare quelle migliori ed evitando che si inseriscano nelle gare quelle che hanno contatti con la criminalità organizzata. In questo periodo di emergenza, purtroppo tante imprese si sono trovate in diffi coltà fi nanziarie e sono state più esposte a rischi di infi ltrazioni criminali: dobbiamo scoraggiare tali fenomeni e prevenire che si assicuri commesse pubbliche chi può permettersi di vincere solo grazie al fatto di essersi alimentato con proventi illeciti o violando le regole. D. Le amministrazioni pubbliche sono pronte a questo salto qualitativo? R. Affi nché tale importante novità nei contratti pubblici sia efficace serve che finalmente tutte le amministrazioni attuino l'articolo 44 del Codice dei contratti pubblici che prevede l'obbligo per tutte le stazioni appaltanti di digitalizzare le procedure acquisti. D. La vigilanza dell'Anac diventerà, quindi, soprattutto preventiva? R. Sono già in atto diverse forme di aiuto a stazioni appaltanti e imprese, per esempio, con il precontenzioso per risolvere le controversie ed evitare che amministrazione e impresa vadano davanti al giudice, con perdita di tempo e denaro. Attraverso la vigilanza collaborativa, supportiamo direttamente le amministrazioni nella predisposizione di tutti i documenti di gara. Ora avremo il salto di qualità. Le informazioni contenute nella nostra banca dati, assieme agli indicatori che stiamo costruendo, consentiranno di intercettare anomalie e disfunzioni. Potremo anche intervenire tramite vigilanze mirate, o se necessario anche attività ispettive in loco, supportati se serve dalla Guardia di Finanza, che ci ha sempre dato un rilevantissimo contributo. In tutto questo forniremo la massima collaborazione alle altre istituzioni. D. A questo proposito, quali saranno i rapporti dell'Anac con il neocostituito uffi cio per l'audit della ragioneria del Mef in fatto di anticorruzione? R. I ruoli sono ben distinti. L'audit è infatti affi dato a un Uffi cio ministeriale, controllato dal governo, mentre Anac è una Autorità indipendente: si tratta quindi di due cose che stanno su piani completamente diversi. L'audit avrà il compito di prevenire le frodi ed evitare che un intervento sia fi nanziato più volte. Noi ci occupiamo di prevenire la corruzione e vigilare sugli appalti, certamente se noteremo anomalie che fanno pensare anche a casi di frode o imbrogli lo segnaleremo tempestivamente. D. All'interno della nuova banca dati unica nazionale è prevista l'istituzione del fascicolo virtuale dell'operatore economico. In cosa consiste? R. Il fascicolo virtuale è il futuro per semplifi care la vita delle imprese. Già dal 2011 l'Autorità mette a disposizione tanti documenti in formato elettronico grazie ai propri sistemi, pensiamo a partire dai certifi cati dell'Agenzia delle entrate sulla regolarità fi scale. Ora con il «fascicolo virtuale» facciamo un altro passo avanti importante. L'operatore economico troverà in un unico fascicolo digitale, i documenti necessari per partecipare alla gara, potrà verifi carli prima di presentare la domanda e la stazione appaltante procederà molto più rapidamente alle verifiche. Quello che non è già presente nelle banche dati pubbliche, verrà inserito una sola volta dall'impresa e conservato. In tal modo, le stesse informazioni potranno poi essere usate per partecipare ad altre gare, con un notevole risparmio di tempo e denaro. Come per il fascicolo sanitario, che contiene la storia medica del paziente, pensiamo a un contenitore nel quale ci siano tutti i documenti che servono per partecipare alle gare. Vogliamo che l'impresa li produca una sola volta, con aggiornamenti automatici. L'obiettivo è quello di informatizzare tutte le procedure così che la pubblica amministrazione possa effettuare i controlli in modo immediato, e gli operatori economici siano sgravati dalla presentazione di documenti già detenuti dalla Pubblica amministrazione. D. Il Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, sarà una sfi da importante anche per i privati, che dovranno essere all'altezza delle risorse che l'Italia spenderà da qui al 2026. Come garantire che non crescano solo i più forti, ma tutto il sistema delle piccole e medie imprese? R. Dobbiamo investire sulla qualità delle risorse su entrambi i fronti, pubblico e privato. Pertanto devono crescere non solo la Pubblica amministrazione, ma anche le imprese. È noto che siamo uno dei paesi con il più alto tasso di presenza di pmi e di imprese a gestione familiare. Tale sottodimensionamento è un problema annoso, che limita innovazione e competitività. D. In cosa consiste la Piattaforma unica della trasparenza, affidata dal Pnrr all'Anac? R. È una piattaforma che consente di raggruppare in un portale unico di Anac tutti i dati delle pubbliche amministrazioni in materia di trasparenza, per renderli uniformi, confrontabili e analizzabili, anche grazie a incroci e verifi che con altre banche dati. Da una parte, Anac solleverà sul lato trasparenza tutte le pubbliche amministrazioni dall'onere della pubblicazione dei dati sul proprio sito, facendole lavorare meno. Dall'altra, se una singola informazione è già presente in altre banche dati, la si renderà disponibile semplifi cando ancora una volta il lavoro delle amministrazioni. In tal modo si otterranno più informazioni, e in maniera più omogenea e confrontabile. D. In termini di costi, quanto pesa l'Anac sulle casse dello Stato? R. L'Anac si autofinanzia quasi completamente, basandosi su contributi a carico del mercato vigilato. Nel 2020, sono state accertate entrate per quasi 37,5 milioni di euro, delle quali il 79% derivante appunto dai contributi a carico di stazioni appaltanti, degli operatori economici e delle società organismi di attestazione (Soa). Le rimanenti entrate sono invece derivate da fi nanziamento statale (11%), da fi nanziamenti europei per specifi ci progetti (2%), nonché da rimborsi, recuperi e restituzioni a vario titolo, nonché da interessi attivi e proventi per controversie arbitrali e servizi amministrativi. Per effetto dell'esonero temporaneo dei versamenti l'equilibrio di bilancio è stato garantito con il ricorso all'avanzo di amministrazione ante 2020 per euro 15.271.353. Insomma, l'Autorità indipendente svolge un servizio anticorruzione che allo Stato non costa quasi nulla. D. Qualche comune obietta che l'Anac rallenta l'attività amministrativa: quali sono i tempi di risposta alle pratiche e alle richieste delle pubbliche amministrazioni? R. Lungi dall'essere un freno all'attività amministrativa, Anac fornisce supporto e assistenza, aiutando le stazioni appaltanti a utilizzare correttamente le risorse pubbliche e a risparmiare. Solo i pareri che forniamo sono circa 1.700 all'anno, quasi otto al giorno: dalle risposte rese in sede consultiva, ai pareri di precontenzioso, da quelli di congruità dei prezzi per gli affi damenti in emergenza, a tutta l'attività di vigilanza collaborativa, svolta sia nella forma «volontaria», sulla base di appositi protocolli di intesa. Abbiamo quasi 400 mila richieste di assistenza e supporto gestite dal nostro contact center (che nel primo trimestre 2021 si sono già attestate a oltre 178 mila), parte di un complesso di servizi che l'Autorità assicura ai propri utenti sette giorni su sette e per 24 ore al giorno. Direi che non siamo certo un freno, ma anzi un acceleratore di buone pratiche. © Riproduzione riservata «Vogliamo promuovere la digitalizzazione dei contratti, dalla programmazione fi no al pagamento dell'ultimo euro: questo rende le procedure più veloci, più trasparenti e aumenta anche la sana competizione fra le imprese, consentendo di premiare quelle migliori ed evitando anche che si inseriscano nelle gare quelle che hanno contatti con la criminalità organizzata»

Foto: Giuseppe Busia