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17/07/2021

L’Anac chiarisce chi può asseverare i Pef

ItaliaOggi

L'asseverazione dei piani economici finanziaria va consentita sia alle società fiduciarie e di revisione della legge 1966/39 iscritte all'albo del Mise, sia alle società iscritte nel registro dei revisori legali e delle società di revisione attualmente tenuto dal ministero dell'economia e delle finanze. E' quanto ha precisato l'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) con il comunicato del 23 giugno 2021 che dà indicazioni interpretative sulla previsione contenuta nell'articolo 183, comma 9, del codice appalti, con riferimento alle società di revisione ai sensi dell'articolo 1 della legge 23 novembre 1939, n. 1966 e allo svolgimento di attività di asseverazione del piano economico finanziario nelle procedure di finanza di progetto. La disposizione del codice appalti (analogamente al precedente codice 163/2006) riserva il potere di asseverare il Pef (piano economico e finanziario), cioè la sua sostenibibiltà economica, oltre agli istituti di credito e alle società di servizi costituite dagli stessi, alle «società di revisione ai sensi dell'articolo 1 della legge 23 novembre 1939 n. 1966». L'Anac ha rilevato che attualmente possono operare sia le «società fiduciarie e di revisione», inizialmente previste dalla legge n. 1966/1939, iscritte ad un elenco tenuto dal ministero dello sviluppo economico (Mise), abilitate unicamente all'attività di revisione «non obbligatoria», ossia per i soggetti non obbligati alla revisione legale dei conti, sia le «società abilitate alla revisione legale dei conti», iscritte nel registro attualmente tenuto dal ministero dell'economia e delle finanze (Mef), le uniche autorizzate alla revisione legale ma con possibilità anche di svolgere attività di revisione aziendale di rilievo privatistico, al pari di quelle autorizzate dal Mise. Ne consegue che, ha sottolineato l'Autorità, le «società fiduciarie e di revisione» di cui alla legge n. 1966/1939, «rappresentano un sottoinsieme, numericamente meno significativo, di società abilitate alla sola revisione non obbligatoria, la cui disciplina è, data l'epoca di adozione, meno attenta ad aspetti di indipendenza e professionalità degli operatori, rispetto al genus delle società di revisione legale, istituito successivamente ma incaricato di compiti più delicati e di rilievo pubblicistico e assoggettato a prescrizioni più stringenti e controlli più intensi». Il codice appalti non fa però riferimento a nessun albo cui le società di revisione devono essere iscritte, «ma menziona unicamente la fonte normativa che ha originariamente disciplinato tali tipologie di società»; pertanto, «sarebbe contrario ai principi di ragionevolezza e logicità ritenere che il legislatore abbia inteso riservare il potere di asseverazione del piano economico finanziario alle sole società di revisione ancora iscritte nell'elenco tenuto dal ministero dello sviluppo economico e non anche a quelle transitate nei registri del ministero dell'economia e delle finanze, pur potendo queste ultime vantare requisiti ulteriori». Viceversa, ha detto l'Anac, la volontà del legislatore va interpretata nel senso di individuare soggetti che, per requisiti oggettivi e soggettivi, e tipologia di controlli cui sono assoggettati, sono professionalmente idonei ad asseverare un piano economico finanziario. Pertanto, come detto anche dalla giurisprudenza, devono ritenersi abilitate entrambe le tipologie societarie.